
Introduzione
Il reportage fotografico serve a documentare una situazione reale attraverso una serie di immagini collegate tra loro. Non basta quindi realizzare singole fotografie interessanti: bisogna raccogliere informazioni visive sufficienti per permettere a chi guarda di capire dove si trova, cosa sta succedendo e quali persone o elementi sono coinvolti.
Per questo lo storytelling nel reportage non consiste nel costruire una storia prima di fotografarla. Consiste nel comprendere il contesto, osservare quello che accade e selezionare successivamente le immagini che permettono di raccontarlo nel modo più completo possibile.
Il fotografo può scegliere il punto di vista, la distanza, il momento dello scatto e il tipo di inquadratura. Non può però controllare completamente ciò che accade davanti alla fotocamera. È proprio questa componente imprevedibile a rendere il reportage diverso dalla fotografia costruita.
Prima di fotografare devi capire cosa stai raccontando
Uno degli errori più comuni è arrivare sul posto e iniziare immediatamente a scattare senza avere una minima conoscenza della situazione.
Prima di iniziare, quando è possibile, cerca di capire:
- qual è il soggetto principale del reportage;
- chi sono le persone coinvolte;
- dove si svolge l’attività;
- quanto durerà;
- quali sono i momenti più importanti;
- quali elementi caratterizzano il luogo;
- se esistono limitazioni o richieste specifiche sulla fotografia.
Non devi arrivare con una storia già scritta in testa. Devi arrivare con abbastanza informazioni per sapere cosa osservare.
Conoscere il contesto ti permette di riconoscere più facilmente ciò che è realmente importante.
Il reportage non è una raccolta di belle fotografie
Una fotografia può essere molto bella e non avere alcuna utilità all’interno di un reportage.
Se tutte le immagini mostrano lo stesso soggetto, dalla stessa distanza e con una composizione simile, la serie diventa rapidamente ripetitiva.
Una copertura più completa dovrebbe invece comprendere diversi livelli:
- fotografie ampie per mostrare il luogo;
- inquadrature medie per raccontare le persone e le loro attività;
- ritratti o fotografie ravvicinate dei protagonisti;
- dettagli utili a spiegare il lavoro o l’ambiente;
- momenti di interazione;
- situazioni di passaggio o di pausa.
Non esiste un numero preciso per ogni categoria. L’obiettivo è evitare che la serie racconti sempre la stessa informazione.
Il contesto è parte della storia
Nel reportage l’ambiente non dovrebbe essere considerato soltanto uno sfondo.
Una persona fotografata all’interno del proprio ambiente può comunicare informazioni che non emergerebbero da un semplice ritratto.
Se stai raccontando un artigiano, per esempio, il laboratorio, gli strumenti e i materiali utilizzati aiutano a spiegare il suo lavoro. Se fotografi un’attività commerciale, il negozio, i clienti e le operazioni quotidiane contribuiscono a costruire il racconto.
Lo stesso vale per un evento: il pubblico, gli spazi, la preparazione e ciò che accade dietro le quinte possono essere importanti quanto il momento principale.
Una fotografia di contesto permette allo spettatore di capire dove si trova prima ancora di conoscere i protagonisti.
Non fotografare soltanto il momento principale
Quando documenti un evento è naturale concentrarti sul momento più importante.
Ma un reportage completo comprende spesso anche quello che accade prima e dopo.
Preparazione, attesa, spostamenti, pause, errori, interazioni e momenti successivi all’azione possono aggiungere informazioni importanti.
Se fotografi un concerto, per esempio, puoi documentare l’arrivo del pubblico, l’allestimento, i tecnici al lavoro, l’attesa, l’esibizione e il momento in cui il pubblico lascia il luogo.
In questo modo non stai semplicemente fotografando un concerto: stai documentando un’esperienza più ampia.
Osserva prima di cercare lo scatto
Quando arrivi in un luogo nuovo, può essere utile non iniziare immediatamente a fotografare.
Dedica qualche minuto a osservare.
Guarda come si muovono le persone, quali sono i punti di passaggio, dove cambia la luce e quali situazioni tendono a ripetersi.
Questo ti permette di anticipare alcuni momenti invece di reagire sempre dopo che sono accaduti.
Se, per esempio, una persona attraversa continuamente una determinata zona, puoi scegliere una posizione interessante e aspettare che entri nell’inquadratura.
Prevedere un momento non significa costruirlo: significa essere pronti quando accade.
La posizione del fotografo modifica il racconto
Nel reportage la posizione dalla quale fotografi ha un’importanza enorme.
Puoi decidere di rimanere a distanza per mostrare il rapporto tra una persona e l’ambiente oppure avvicinarti per concentrarti su un gesto o un’espressione.
Prima di cambiare posizione chiediti cosa vuoi aggiungere alla storia.
Se ti sposti soltanto perché hai già realizzato alcune fotografie dallo stesso punto, potresti ottenere immagini diverse ma non necessariamente più utili.
La distanza modifica:
- quanto spazio occupa il soggetto;
- quanto ambiente rimane visibile;
- il rapporto tra i diversi elementi;
- la quantità di informazioni presenti nell’immagine.
Imparare a scegliere la distanza in funzione di ciò che vuoi raccontare è più utile che cambiare posizione continuamente.
Impara a riconoscere i momenti di passaggio
Non tutti i momenti importanti sono quelli più evidenti.
Spesso una situazione interessante nasce durante una transizione: una persona sta per iniziare un’attività, qualcuno interrompe quello che sta facendo, due persone si incontrano oppure l’ambiente cambia rapidamente.
Questi momenti possono durare pochi secondi.
Per questo è importante osservare il comportamento dei soggetti e cercare di capire cosa potrebbe accadere subito dopo.
Non significa prevedere il futuro. Significa riconoscere le situazioni che tendono a ripetersi e prepararsi di conseguenza.
La tecnica deve essere pronta prima dell’azione
Nel reportage spesso non hai il tempo di impostare la fotocamera con calma dopo che è iniziato il momento importante.
Prima di iniziare controlla quindi le impostazioni principali:
- tempo di scatto sufficiente a evitare il mosso;
- ISO adeguati alla luce disponibile;
- modalità autofocus adatta al movimento;
- spazio disponibile sulla scheda;
- batteria;
- eventuale attrezzatura di riserva.
In situazioni con luce variabile può essere utile utilizzare una modalità semiautomatica, in modo da poter reagire rapidamente ai cambiamenti senza perdere tempo durante lo scatto.
La tecnica non deve scomparire dal reportage. Deve diventare abbastanza familiare da non impedirti di concentrarti sulla situazione.
Non tutte le fotografie devono essere perfette
Nel reportage la qualità tecnica rimane importante, ma non è l’unico criterio di selezione.
Una fotografia leggermente rumorosa può essere utile se documenta un momento che non poteva essere ripetuto.
Allo stesso modo, un’inquadratura meno ordinata può funzionare se contiene un’informazione importante.
Questo non significa conservare fotografie inutilizzabili.
Significa distinguere un difetto tecnico che compromette l’immagine da una caratteristica inevitabile delle condizioni in cui è stata realizzata.
Il rapporto con le persone conta quanto la fotografia
Quando il reportage coinvolge persone, il comportamento del fotografo può modificare ciò che sta documentando.
Intervenire continuamente, chiedere di ripetere un gesto o spostare qualcuno per ottenere una composizione migliore significa costruire una situazione diversa da quella originale.
Se l’obiettivo è documentare ciò che accade realmente, cerca quindi di intervenire il meno possibile.
Essere discreti non significa necessariamente fotografare di nascosto. Significa capire quando è possibile avvicinarsi, quando mantenere una certa distanza e quando è opportuno chiedere il permesso.
In situazioni delicate è inoltre importante valutare attentamente l’utilizzo che verrà fatto delle immagini e il modo in cui le persone saranno rappresentate.
Il reportage non deve semplificare tutto
Una storia reale può essere complessa.
Può contenere momenti positivi e negativi, situazioni contraddittorie, persone con punti di vista diversi.
La selezione fotografica comporta inevitabilmente delle scelte, ma questo non significa che il fotografo debba eliminare tutto ciò che non corrisponde alla propria idea iniziale.
Se il materiale racconta una realtà più complessa di quanto avevi immaginato, è un’informazione importante.
Il reportage non deve necessariamente confermare ciò che pensavi prima di iniziare a fotografare.
I dettagli servono a collegare le immagini
Una serie composta esclusivamente da fotografie generali può risultare distante.
I dettagli aiutano invece a mostrare aspetti che altrimenti rimarrebbero invisibili.
Possono essere:
- strumenti di lavoro;
- mani;
- materiali;
- oggetti utilizzati durante l’attività;
- particolari dell’ambiente;
- segni lasciati dalle persone.
Il dettaglio dovrebbe però avere una funzione narrativa.
Se stai raccontando un mestiere, fotografare lo strumento utilizzato durante una determinata fase può spiegare qualcosa che non sarebbe evidente in una fotografia più ampia.
La sequenza trasforma le fotografie in racconto
Il lavoro non termina quando smetti di fotografare.
La selezione è una parte fondamentale del reportage.
Inizia eliminando le immagini:
- mosse o tecnicamente inutilizzabili;
- duplicate;
- troppo simili tra loro;
- che non aggiungono informazioni.
Poi prova a organizzare quelle rimaste.
Una struttura semplice può essere:
- apertura e contesto;
- presentazione dei protagonisti;
- sviluppo dell’attività;
- momenti principali;
- dettagli e pause;
- conclusione.
Non è una formula obbligatoria, ma è un buon punto di partenza per capire se la serie è equilibrata.
Ogni fotografia deve avere un motivo per essere presente
Una fotografia può essere riuscita e comunque non essere necessaria.
Quando selezioni una serie, chiediti cosa aggiunge ogni immagine rispetto a quella precedente.
Se due fotografie raccontano esattamente la stessa cosa, probabilmente non hai bisogno di entrambe.
Al contrario, se una fotografia introduce un’informazione che non compare in nessun’altra immagine, potrebbe avere un ruolo importante anche se non è la più spettacolare della serie.
La selezione non consiste nel salvare tutte le fotografie riuscite. Consiste nel scegliere quelle necessarie al racconto.
Quando una storia fotografica è conclusa?
Non esiste un numero corretto di fotografie per un reportage.
La quantità dipende dalla storia, dalla durata del lavoro e dal mezzo attraverso cui verrà presentata.
Un reportage destinato a un articolo può richiedere una selezione diversa rispetto a una mostra o a un progetto fotografico personale.
Il criterio più semplice è verificare se ogni nuova fotografia aggiunge qualcosa.
Quando inizi ad aggiungere immagini soltanto perché sono belle, ma ripetono informazioni già presenti, probabilmente la serie è già abbastanza completa.
Un esercizio pratico per allenare lo storytelling
Scegli una situazione quotidiana e fotografala per circa un’ora.
Non cercare necessariamente qualcosa di spettacolare.
Prova invece a realizzare:
- una fotografia che mostri il luogo;
- una che presenti i protagonisti;
- una che mostri l’attività principale;
- un momento di interazione;
- un dettaglio;
- un momento di pausa;
- una fotografia conclusiva.
Poi riduci tutto a cinque immagini.
Guardale nell’ordine scelto e chiediti se una persona che non era presente riuscirebbe a capire dove si trovava, cosa stava succedendo e quali erano gli elementi principali della situazione.
Se manca qualcosa, non aggiungere automaticamente altre fotografie. Prima individua quale informazione manca.
Conclusione
Lo storytelling nel reportage non consiste nel costruire una storia prima di fotografarla.
Consiste nel comprendere una situazione, seguirne lo sviluppo e selezionare le immagini necessarie per raccontarla.
Osserva prima di scattare. Cerca il contesto oltre al soggetto principale. Alterna fotografie ampie, immagini ravvicinate e dettagli. Impara ad anticipare i momenti senza modificarli e presta attenzione al modo in cui rappresenti le persone.
Poi seleziona con criterio.
Un buon reportage non mostra tutto quello che è successo. Mostra ciò che serve per capire cosa è successo.
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