
Introduzione
Raccontare fotograficamente un’azienda non significa necessariamente realizzare immagini patinate del prodotto, fotografie di gruppo davanti alla sede o ritratti costruiti dei dipendenti.
Quando si parla di storytelling aziendale, l’obiettivo può essere molto più ampio: mostrare come funziona realmente un’attività, chi ci lavora e quali processi permettono di arrivare al risultato finale.
Una fotografia aziendale efficace può quindi documentare il lavoro senza trasformare ogni immagine in un messaggio pubblicitario.
Questo approccio è particolarmente utile quando un’azienda vuole comunicare il proprio modo di lavorare, la competenza delle persone o la qualità dei processi, non soltanto ciò che vende.
Che cos’è davvero lo storytelling aziendale
Lo storytelling aziendale consiste nel costruire un racconto visivo intorno a un’attività, mostrando gli elementi che la rendono riconoscibile.
Non significa necessariamente raccontare una storia dall’inizio alla fine.
Può significare mostrare:
- le persone che svolgono il lavoro;
- gli ambienti in cui lavorano;
- gli strumenti utilizzati;
- le diverse fasi di un processo;
- i dettagli tecnici;
- il rapporto tra le persone;
- il risultato finale.
La differenza rispetto alla semplice fotografia commerciale sta soprattutto nella quantità di informazioni che l’immagine riesce a fornire.
Una fotografia di prodotto mostra cosa vende l’azienda. Una fotografia narrativa può aiutare a capire come quel prodotto viene realizzato, da chi e in quale contesto.
Il lavoro deve essere il vero protagonista
Quando si fotografa un’attività, è facile concentrarsi esclusivamente sul risultato.
Un prodotto finito è sicuramente importante, ma spesso non racconta tutto ciò che c’è dietro.
Un laboratorio, per esempio, può essere raccontato attraverso le mani che lavorano, gli strumenti, le materie prime, le fasi di preparazione e le persone coinvolte.
In un’azienda di servizi, invece, possono diventare importanti le riunioni, il rapporto con i clienti, il lavoro al computer, le attività operative e gli ambienti utilizzati.
In una realtà produttiva possono avere un ruolo centrale i macchinari, le linee di produzione, i controlli di qualità e le operazioni manuali.
Il processo permette di dare un contesto al risultato.
Prima di scattare bisogna conoscere l’attività
Una delle fasi più importanti dello storytelling aziendale avviene prima ancora di prendere la fotocamera.
Prima di un servizio è utile parlare con l’azienda e capire:
- che cosa produce o quale servizio offre;
- come si svolge una normale giornata di lavoro;
- quali sono le fasi più importanti del processo;
- quali persone devono essere fotografate;
- quali ambienti rappresentano maggiormente l’attività;
- quali aspetti l’azienda vuole comunicare;
- quali momenti non possono essere fotografati per motivi di privacy o riservatezza.
Queste informazioni permettono di arrivare sul posto con un’idea precisa di ciò che bisogna cercare, senza trasformare il servizio in una semplice raccolta casuale di fotografie.
Non fotografare soltanto quello che ti viene indicato
Conoscere le esigenze del cliente non significa limitarsi a fotografare esclusivamente ciò che viene richiesto.
Se l’azienda chiede fotografie dei prodotti, per esempio, può essere utile capire se esistono anche momenti del processo che aiutano a spiegare il valore di quei prodotti.
Se il cliente vuole fotografie del personale, puoi osservare anche il modo in cui le persone collaborano, lavorano o utilizzano gli strumenti.
Il fotografo deve quindi rispettare il brief, ma anche essere in grado di individuare immagini che il cliente potrebbe non aver considerato inizialmente.
Fotografare le persone senza trasformarle in comparse
Le persone sono spesso l’elemento più importante di un racconto aziendale, ma anche quello più difficile da fotografare.
Il rischio è costruire continuamente scene artificiali: una persona che finge di lavorare al computer, un gruppo che sorride guardando la fotocamera o un dipendente che ripete un’operazione soltanto per permettere al fotografo di scattare.
Le fotografie costruite non sono necessariamente sbagliate. In alcuni casi sono richieste e possono essere molto utili.
Ma se l’obiettivo è raccontare il lavoro reale, è preferibile osservare le persone mentre svolgono realmente le proprie attività.
Questo permette di ottenere immagini più credibili e soprattutto più informative.
Quando intervenire e quando aspettare
Non sempre il fotografo deve rimanere completamente invisibile.
In alcune situazioni sarà necessario chiedere a una persona di spostarsi, ripetere un’azione o cambiare posizione per motivi tecnici.
Il punto è non confondere la direzione necessaria con la costruzione continua della scena.
Se stai fotografando un’attività realmente in corso, prima osserva come si svolge normalmente. Solo dopo valuta se è necessario intervenire.
Più conosci il comportamento naturale della scena, meno avrai bisogno di costruirla.
Il momento giusto spesso dura pochi secondi
Il lavoro quotidiano è fatto di ripetizioni, ma non tutte le ripetizioni producono la stessa fotografia.
Una persona può compiere la stessa operazione decine di volte, ma può esserci un istante in cui il gesto, la luce e la relazione con l’ambiente risultano particolarmente efficaci.
Per questo, durante un servizio aziendale, non è sempre necessario scattare continuamente.
Osserva il processo, individua i momenti interessanti e preparati a fotografarli.
Questo vale soprattutto quando lavori con persone che svolgono attività tecniche o manuali.
Raccontare gli ambienti è importante
Un errore frequente consiste nel fotografare esclusivamente le persone e i prodotti.
L’ambiente può invece fornire informazioni fondamentali.
Una fotografia più ampia può mostrare la dimensione dello spazio, la disposizione delle postazioni, i macchinari o il rapporto tra le persone e il luogo di lavoro.
Può essere utile realizzare almeno alcune immagini che permettano a chi non è mai stato lì di capire immediatamente dove si trova.
Il luogo è parte dell’identità dell’attività.
Dettagli e strumenti aiutano a completare il racconto
Non tutto deve essere fotografato con un’inquadratura ampia.
Mani, strumenti, materiali, superfici, documenti, macchinari e piccoli elementi del processo possono diventare immagini utili per costruire una serie più completa.
Un dettaglio funziona soprattutto quando ha una relazione con le altre fotografie.
Se stai raccontando un laboratorio di ceramica, per esempio, una fotografia generale dell’ambiente può essere accompagnata da immagini delle mani che lavorano l’argilla, degli strumenti, delle superfici di lavoro e del prodotto finito.
Insieme, queste immagini raccontano molto più di una singola fotografia del prodotto.
Non trasformare ogni fotografia in una pubblicità
Lo storytelling aziendale perde efficacia quando ogni immagine cerca di essere perfetta.
Non tutte le fotografie devono avere un prodotto perfettamente illuminato, una persona sorridente o una composizione costruita.
Una fotografia può essere utile anche se mostra un momento di concentrazione, un’attrezzatura utilizzata, una fase intermedia o un ambiente non perfettamente ordinato.
Naturalmente l’immagine deve rispettare gli standard concordati con il cliente e il contesto professionale.
Ma credibilità e perfezione estetica non sono necessariamente la stessa cosa.
La luce deve aiutare a capire il lavoro
In un servizio aziendale la luce deve essere gestita in funzione del racconto.
La luce naturale può essere sufficiente in molti ambienti e permette di mantenere un aspetto realistico.
In altre situazioni può essere necessario utilizzare una luce artificiale per separare il soggetto dallo sfondo, controllare i contrasti o ottenere una qualità più uniforme tra fotografie diverse.
Non esiste quindi una regola secondo cui lo storytelling aziendale debba essere sempre naturale oppure sempre costruito.
La scelta dipende dal tipo di attività, dall’ambiente e dal risultato richiesto.
La composizione deve guidare lo sguardo
Una fotografia aziendale deve essere leggibile.
Quando ci sono molti elementi nell’ambiente, è facile creare immagini confuse.
Prima di scattare controlla quindi:
- qual è il soggetto principale;
- quali elementi dello sfondo possono distrarre;
- se ci sono oggetti che sembrano entrare dalla testa o dal corpo del soggetto;
- se l’ambiente aiuta a capire la situazione;
- se esiste una linea o una forma che può guidare lo sguardo.
Spesso basta cambiare posizione di qualche passo per ottenere una composizione molto più pulita.
Costruire una serie, non soltanto una raccolta di immagini
Un servizio aziendale può produrre centinaia di fotografie, ma il risultato finale sarà probabilmente utilizzato attraverso una selezione molto più piccola.
Per questo è importante pensare alla serie già durante lo scatto.
Puoi costruire una sequenza composta, per esempio, da:
- una fotografia dell’ambiente;
- un’immagine che introduce le persone;
- alcune fotografie delle attività principali;
- alcuni dettagli;
- momenti di interazione;
- il prodotto o risultato finale.
Non è necessario che ogni servizio segua esattamente questa struttura.
È però un buon metodo per verificare di non aver fotografato soltanto una parte dell’attività.
La selezione è importante quanto lo scatto
Un servizio professionale non termina quando si spegne la fotocamera.
La selezione determina quali immagini rappresenteranno realmente l’azienda.
Quando scegli le fotografie, evita di selezionare soltanto quelle tecnicamente perfette.
Controlla anche se la serie contiene informazioni sufficientemente diverse e se le immagini, viste insieme, restituiscono un’idea coerente dell’attività.
Una fotografia può essere bellissima singolarmente e comunque essere inutile all’interno della serie se ripete esattamente ciò che hai già mostrato.
Ogni immagine dovrebbe avere una funzione precisa.
Privacy e autorizzazioni fanno parte del lavoro
Raccontare un’azienda significa spesso fotografare persone, documenti, computer, prodotti in fase di sviluppo o informazioni presenti negli ambienti di lavoro.
Prima del servizio è quindi importante chiarire con il cliente quali aree possono essere fotografate, quali persone possono comparire e quali elementi devono essere esclusi dalle immagini.
Non bisogna improvvisare su questi aspetti.
Un documento lasciato su una scrivania o lo schermo di un computer possono contenere informazioni che non devono finire in una fotografia destinata alla pubblicazione.
La qualità di un servizio professionale comprende anche la capacità di proteggere ciò che non deve essere mostrato.
Lo storytelling aziendale cambia in base al settore
Non esiste un modello valido per tutte le aziende.
Un ristorante avrà bisogno di raccontare ambienti, cucina, persone, preparazione e piatti.
Un’azienda industriale potrà concentrarsi su macchinari, processi, sicurezza, operatori e prodotto finale.
Uno studio professionale potrebbe avere bisogno di immagini degli ambienti, delle persone al lavoro, delle riunioni e del rapporto con i clienti.
Un’attività artigianale può invece valorizzare maggiormente il gesto manuale, gli strumenti, le materie prime e le diverse fasi di produzione.
Prima di fotografare bisogna quindi capire che cosa rende riconoscibile quel lavoro rispetto a un altro.
Una buona domanda da fare al cliente
Prima di un servizio può essere molto utile chiedere:
“Cosa vorreste che una persona capisse della vostra attività dopo aver visto queste fotografie?”
La risposta può aiutarti a definire le priorità.
Se il cliente vuole trasmettere competenza, dovrai probabilmente mostrare maggiormente i processi e le persone al lavoro.
Se vuole comunicare innovazione, potranno diventare importanti tecnologia, ambienti e modalità operative.
Se vuole valorizzare la tradizione, strumenti, gesti e materiali possono avere un ruolo maggiore.
Non è una domanda di marketing.
È un modo per capire quale informazione deve emergere dalle immagini.
Conclusione
Lo storytelling aziendale non consiste nel rendere ogni azienda più bella di quello che è.
Consiste nel trovare il modo più efficace per mostrare ciò che la rende interessante, attraverso persone, ambienti, processi, dettagli e momenti reali.
Il fotografo deve conoscere il lavoro prima di poterlo raccontare. Deve osservare prima di intervenire, sapere cosa fotografare e soprattutto cosa lasciare fuori.
La fotografia può certamente avere una funzione commerciale, ma non tutte le immagini devono sembrare una pubblicità.
Quando il lavoro viene raccontato con attenzione, il valore dell’azienda può emergere proprio attraverso ciò che normalmente rimane invisibile.
Ed è questo che rende lo storytelling aziendale particolarmente interessante: non mostra soltanto cosa fa un’azienda, ma permette di capire come lo fa e chi rende possibile quel lavoro.
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