Fotografia e trekking: come la fatica può aiutarti a fotografare meglio

Bosco autunnale avvolto dalla nebbia durante un trekking, con un escursionista tra gli alberi immerso nella natura.

Introduzione

Fotografare durante un trekking è diverso dal fotografare un paesaggio raggiungibile in automobile o facilmente accessibile. Devi camminare, trasportare l’attrezzatura, adattarti alle condizioni del sentiero e spesso lavorare con una luce che cambia rapidamente.

Queste difficoltà possono sembrare un limite, ma possono anche modificare positivamente il tuo modo di fotografare. Quando non puoi fermarti ogni pochi metri per realizzare una fotografia, inizi necessariamente a selezionare. Devi decidere cosa vale la pena fotografare, quale attrezzatura portare e quando è realmente utile fermarti.

Il trekking può quindi diventare anche un esercizio fotografico: non soltanto per imparare a fotografare la natura, ma per sviluppare un approccio più selettivo e consapevole.

La fatica cambia il modo in cui scegli cosa fotografare

Durante un’escursione puoi incontrare decine di paesaggi interessanti. Se fotografassi ogni volta che qualcosa attira la tua attenzione, dopo poche ore avresti una quantità enorme di immagini molto simili.

La fatica introduce invece un limite naturale. Quando lo zaino pesa e il sentiero è impegnativo, fermarti per scattare significa interrompere il ritmo della camminata.

Questo può portarti a chiederti prima di fermarti: questa scena merita davvero una fotografia?

La domanda è utile anche quando non sei stanco. Imparare a selezionare le situazioni interessanti evita di fotografare automaticamente ogni panorama e ti permette di costruire una raccolta di immagini più varia.

Non portare tutta l’attrezzatura “per ogni evenienza”

Uno degli errori più comuni quando si prepara l’attrezzatura per un trekking è portare troppi obiettivi e accessori pensando che possano servire.

In realtà, ogni elemento aggiuntivo ha un peso che dovrai trasportare per tutta la durata dell’escursione.

Prima di partire valuta quindi il percorso, la durata, il tipo di paesaggio e il tipo di fotografie che vuoi realizzare. In molti casi una fotocamera con un solo obiettivo versatile può essere più utile di uno zaino pieno di attrezzatura che utilizzerai raramente.

Ridurre il peso non significa necessariamente rinunciare alla qualità. Significa scegliere in anticipo quali possibilità fotografiche sono realmente importanti per quel percorso.

Un solo obiettivo può essere un ottimo esercizio

Fotografare un trekking con una sola focale può sembrare una limitazione, ma può diventare un esercizio molto utile.

Se non puoi cambiare rapidamente obiettivo per avvicinare o allontanare il soggetto, devi muoverti. Puoi fare qualche passo avanti, arretrare, cambiare altezza o spostarti lateralmente.

Questo modifica il rapporto tra gli elementi della scena e ti costringe a ragionare maggiormente sulla composizione.

Con uno zoom molto ampio puoi invece cambiare rapidamente l’inquadratura senza spostarti. È comodo, ma può portare a fotografare dalla prima posizione disponibile senza cercare realmente il punto di ripresa migliore.

Il paesaggio non è soltanto un panorama

Durante un trekking è facile concentrarsi esclusivamente sui grandi panorami. Montagne, vallate, boschi e punti panoramici sono soggetti naturali, ma non sono gli unici elementi interessanti lungo il percorso.

Osserva anche:

  • tracce del sentiero;
  • rocce e texture;
  • alberi isolati;
  • vegetazione;
  • ombre;
  • riflessi;
  • segnaletica;
  • persone che percorrono il sentiero;
  • cambiamenti della luce tra una zona e l’altra.

Alternare fotografie panoramiche e dettagli permette di raccontare meglio l’esperienza del trekking. Una serie composta soltanto da grandi paesaggi può diventare ripetitiva anche quando i luoghi sono molto belli.

Inserisci una persona per dare scala al paesaggio

Quando fotografi un ambiente molto grande, può essere difficile trasmetterne realmente le dimensioni. Una persona all’interno dell’inquadratura può aiutare lo spettatore a comprendere la scala del paesaggio.

Non è necessario che la persona guardi verso la fotocamera. Può semplicemente camminare sul sentiero o trovarsi in una posizione che permetta di confrontarne le dimensioni con quelle dell’ambiente circostante.

Prima di escludere una persona dall’inquadratura, quindi, chiediti se potrebbe diventare un elemento utile alla composizione.

Camminare cambia continuamente la luce

Durante un trekking puoi passare in pochi minuti da una zona completamente esposta al sole a un bosco molto più scuro. Le condizioni possono cambiare anche rapidamente quando arrivano nuvole o quando il sole scompare dietro una montagna.

Questo significa che una scena che hai fotografato mezz’ora prima potrebbe apparire completamente diversa al ritorno.

Quando la luce cambia, non cercare necessariamente di mantenere le stesse impostazioni. Controlla l’esposizione e adatta la fotocamera alla nuova situazione.

Se utilizzi uno smartphone, presta particolare attenzione alle zone molto luminose e alle ombre profonde. Toccare il soggetto principale e controllare l’esposizione prima dello scatto può evitare fotografie troppo chiare o troppo scure.

Non aspettare sempre la luce perfetta

La fotografia paesaggistica viene spesso associata alla luce dell’alba e del tramonto. Sono condizioni interessanti, ma non significa che durante il resto della giornata non sia interessante fotografare.

Una luce dura può evidenziare texture e forme. Una giornata nuvolosa può produrre una luce più uniforme e facilitare la fotografia dei dettagli. Una zona di bosco può offrire contrasti interessanti anche quando il cielo è completamente coperto.

Durante un trekking è quindi più utile imparare a sfruttare la luce disponibile che aspettare continuamente condizioni perfette.

Quando la luce diminuisce, non avere paura degli ISO

Durante un’escursione può capitare di fotografare in un bosco, al tramonto o in una zona poco illuminata. In queste situazioni potresti essere tentato di mantenere gli ISO molto bassi per evitare il rumore digitale.

Ma se per mantenere ISO bassi sei costretto a utilizzare un tempo di scatto troppo lento mentre stai fotografando a mano libera, rischi di ottenere una fotografia mossa.

In questi casi è spesso preferibile aumentare gli ISO e ottenere una fotografia leggermente più rumorosa ma nitida.

Il rumore può essere gestito in post-produzione. Un’immagine che non hai scattato perché avevi paura di aumentare gli ISO non può essere recuperata.

👇 Leggi anche: Fotografia notturna con smartphone: come gestire la poca luce

Non fotografare soltanto quando arrivi alla destinazione

Un altro errore comune è considerare il punto panoramico finale come l’unico momento in cui vale la pena fotografare.

In realtà il percorso offre spesso più possibilità del punto di arrivo. Il sentiero, il cambiamento della vegetazione, una curva, una salita, una persona davanti a te o una variazione della luce possono diventare elementi importanti della serie fotografica.

Prova quindi a considerare il trekking come una sequenza e non soltanto come un insieme di destinazioni.

Fermati quando trovi una buona composizione

Durante una camminata è facile pensare che più avanti potrebbe esserci qualcosa di migliore. A volte è vero, ma questo atteggiamento può portarti a ignorare fotografie interessanti che hai già davanti.

Se trovi una scena che funziona, fermati e controllala prima di proseguire.

Prova a cambiare leggermente il punto di ripresa, verifica lo sfondo, controlla la luce e valuta se inserire una persona o un elemento in primo piano.

Non devi necessariamente scattare subito. Prima costruisci l’inquadratura.

Il trekking aiuta a rallentare

Camminare per diverse ore modifica naturalmente il ritmo con cui osservi l’ambiente. Non puoi spostarti continuamente da un punto all’altro come durante una normale passeggiata fotografica in città.

Questo può essere utile perché ti obbliga a rimanere più a lungo davanti alla stessa scena. Puoi osservare come cambia la luce, aspettare una persona oppure cercare un dettaglio che inizialmente non avevi notato.

La fotografia diventa così parte dell’esperienza del percorso, non soltanto un’attività da svolgere durante il percorso.

Fotografare il percorso, non soltanto il luogo

Una buona serie fotografica di trekking dovrebbe permettere a chi la guarda di capire almeno in parte l’esperienza del cammino.

Per questo puoi alternare fotografie molto diverse: un panorama per mostrare l’ambiente, un dettaglio per descrivere il terreno, una persona per dare scala, un particolare del sentiero e una fotografia realizzata durante una pausa.

Non serve che ogni immagine sia spettacolare. Serve che ogni fotografia aggiunga un’informazione diversa alla serie.

Costruisci una sequenza, non soltanto una raccolta di fotografie

Una buona serie fotografica di trekking non dovrebbe essere semplicemente un insieme di immagini belle prese lungo il percorso. Dovrebbe permettere a chi la guarda di percepire, almeno in parte, l’esperienza del cammino.

Per questo puoi alternare fotografie molto diverse: un panorama per mostrare l’ambiente, un dettaglio per descrivere il terreno, una persona per dare scala, un particolare del sentiero e una fotografia realizzata durante una pausa.

Anche l’ordine delle immagini può avere importanza. Dopo una fotografia molto ampia può essere interessante mostrare un dettaglio più vicino, oppure passare dall’ambiente alla persona che lo sta attraversando.

Non serve che ogni fotografia sia spettacolare. È più importante che ogni immagine aggiunga qualcosa che nella precedente non c’era.

Prima di considerare conclusa la serie, quindi, prova a chiederti: questa fotografia racconta qualcosa di nuovo o sto semplicemente ripetendo la stessa immagine?

Questo piccolo controllo può aiutarti a trasformare una raccolta di fotografie in un racconto più coerente.

Conclusione

Fotografare durante un trekking significa lavorare con condizioni che non puoi controllare completamente: la luce cambia, il percorso limita i movimenti, il peso dell’attrezzatura si fa sentire e il tempo a disposizione davanti a una scena può essere molto breve.

Per questo è utile partire con un’attrezzatura ragionata, osservare il percorso oltre i panorami più evidenti, sfruttare le condizioni di luce disponibili e non avere paura di aumentare gli ISO quando serve.

Ma soprattutto, il trekking può insegnarti a selezionare. Non fotografare ogni cosa soltanto perché è bella. Cerca ciò che aggiunge qualcosa alla tua storia fotografica e prova a costruire una serie che racconti non soltanto dove sei stato, ma anche come hai vissuto quel percorso.

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