Quando fotografare smette di dare qualcosa (e perchè è normale)

Silhouette di una persona riflessa in una finestra affacciata sul mare, simbolo di un momento di pausa e riflessione nel percorso fotografico.

Introduzione

Ci sono periodi in cui fotografare sembra perdere improvvisamente il suo interesse. Continui a uscire con la fotocamera o con lo smartphone, realizzi fotografie tecnicamente corrette, le riguardi sul computer o sul telefono eppure non provi la stessa soddisfazione di prima.

La luce è buona, la composizione funziona, la fotografia è nitida. Non c’è necessariamente un problema evidente nell’immagine. Semplicemente non ti dice più molto.

È una situazione abbastanza comune e non significa automaticamente che tu abbia perso la capacità di fotografare o che la fotografia non ti interessi più. A volte è il risultato di un cambiamento nel modo in cui stai guardando e valutando le immagini.

Non è sempre mancanza di motivazione: può essere saturazione

Quando diminuisce la voglia di fotografare, la prima spiegazione che viene in mente è la mancanza di motivazione. In realtà può trattarsi semplicemente di saturazione.

Ogni giorno siamo esposti a una quantità enorme di immagini. Fotografie sui social, pubblicità, portfolio, video, tutorial e contenuti dedicati alla fotografia ci mostrano continuamente nuovi soggetti e nuovi modi di fotografare.

A questo si aggiunge il confronto con il lavoro degli altri. Può diventare facile pensare che le proprie fotografie debbano essere sempre più originali, tecnicamente migliori o più interessanti rispetto a quelle che vediamo online.

Quando tutto questo si accumula, fotografare può smettere temporaneamente di essere un’attività di osservazione e trasformarsi in una ricerca continua di un risultato.

Il problema non è necessariamente che non hai più voglia di fotografare. Potresti semplicemente essere stanco di dover produrre continuamente fotografie.

Quando fotografare diventa una prestazione

La fotografia può iniziare come un’attività spontanea. Poi, con il tempo, possono comparire obiettivi, progetti, pubblicazioni, social network, portfolio e aspettative personali.

Tutto questo può essere positivo, ma aumenta anche la pressione. Ogni uscita fotografica può sembrare una prova da superare e ogni fotografia può essere valutata immediatamente in base a quanto è riuscita.

Se una sessione non produce immagini che consideri valide, potresti avere la sensazione di aver perso tempo.

Questo modo di valutare la fotografia può diventare controproducente. Non tutte le uscite devono produrre un’immagine importante e non tutte le fotografie devono avere un’utilità immediata.

A volte fotografare serve semplicemente a osservare.

Il problema non è sempre l’ispirazione

Quando la fotografia perde interesse, si parla spesso di ispirazione. Si cerca un nuovo luogo, un nuovo genere, un nuovo progetto o un nuovo soggetto nella speranza che qualcosa faccia ripartire immediatamente la voglia di scattare.

Può funzionare, ma non è sempre la soluzione.

Se il problema è la saturazione, aggiungere altri stimoli può ottenere l’effetto contrario. Altri luoghi da fotografare, altri fotografi da seguire e altri contenuti da guardare possono aumentare ulteriormente la quantità di informazioni che stai già elaborando.

In alcuni periodi può essere più utile ridurre gli stimoli invece di cercarne di nuovi.

Questo significa anche accettare che per qualche tempo la fotografia possa non produrre risultati particolarmente interessanti.

Quando continui a fotografare ma smetti di guardare

Una delle situazioni più difficili da riconoscere è quella in cui continui materialmente a fotografare, ma lo fai quasi automaticamente.

Esci con la fotocamera, riconosci una scena che hai già fotografato molte volte, realizzi lo scatto e passi oltre. Oppure immagini già quale sarà il risultato prima ancora di aver premuto il pulsante.

In questi casi il problema non è la mancanza di soggetti. È che stai osservando attraverso abitudini già consolidate.

Può succedere quando:

  • fotografi sempre gli stessi soggetti nello stesso modo;
  • ricerchi continuamente un tipo di immagine che sai già di saper realizzare;
  • scatti senza verificare se la scena ti interessa davvero;
  • pensi più al risultato finale che a quello che stai osservando;
  • fotografi perché senti di dover produrre qualcosa.

In queste situazioni cambiare attrezzatura difficilmente risolve il problema. È più utile accorgersi del meccanismo e interromperlo.

Fermarsi non significa abbandonare

Quando una persona è abituata a produrre continuamente, fermarsi può sembrare una perdita di tempo. Anche nella fotografia può comparire questa sensazione.

Se per qualche settimana non realizzi fotografie che ti interessano, potresti pensare di stare perdendo allenamento. In realtà non esiste una regola secondo cui un fotografo debba necessariamente produrre immagini ogni giorno per continuare a sviluppare il proprio sguardo.

Puoi anche utilizzare questo periodo per guardare le fotografie che hai già realizzato, selezionare i lavori migliori o semplicemente lasciare la fotocamera a casa.

Fermarsi può essere parte del processo fotografico tanto quanto scattare.

Tornare alle fotografie che hai già realizzato

Quando manca la voglia di fotografare, può essere utile smettere temporaneamente di cercare nuove immagini e tornare a quelle che hai già prodotto.

Apri una vecchia cartella e osserva le fotografie senza modificarle. Cerca di capire quali immagini continuano a interessarti e quali invece oggi ti sembrano meno riuscite.

Puoi anche confrontare fotografie realizzate in periodi diversi. Potresti scoprire che alcune immagini che avevi considerato insignificanti hanno acquisito valore con il tempo, mentre altre che ti sembravano particolarmente importanti non ti dicono più nulla.

Questo confronto permette di capire anche come è cambiato il tuo modo di guardare.

Ridurre il confronto può aiutare

Seguire altri fotografi è utile per imparare e trovare riferimenti, ma un’esposizione continua al lavoro degli altri può rendere difficile capire cosa vuoi realmente fotografare tu.

Se ogni giorno vedi centinaia di immagini, è facile iniziare a riconoscere inconsapevolmente determinati stili e a riprodurli. Dopo un po’ potresti non sapere più se una fotografia ti interessa davvero oppure se ti interessa perché hai imparato che quel tipo di immagine viene considerato bello.

Ridurre temporaneamente il consumo di contenuti fotografici può quindi essere utile per recuperare un rapporto più personale con quello che osservi.

Non devi trovare subito un nuovo progetto

Quando diminuisce la motivazione, può esserci la tentazione di iniziare immediatamente un nuovo progetto fotografico. Un tema preciso, una serie di immagini o una nuova sfida possono essere utili, ma non sono obbligatori.

Non è necessario trasformare ogni momento di difficoltà in un progetto.

Puoi semplicemente tornare a fotografare quando qualcosa attirerà nuovamente la tua attenzione. Anche una singola fotografia può essere sufficiente.

La fotografia cambia insieme a chi fotografa

Un altro motivo per cui può diminuire l’interesse è che nel frattempo sei cambiato tu.

Un genere fotografico che ti interessava molto qualche anno fa potrebbe non rappresentarti più. Un soggetto che fotografavi continuamente potrebbe non avere più lo stesso significato. Anche il modo in cui valuti una fotografia può cambiare.

Questo non significa necessariamente aver perso qualcosa. Può semplicemente significare che il tuo modo di fotografare sta entrando in una fase diversa.

Invece di cercare di tornare esattamente alla motivazione che avevi prima, può essere più utile capire cosa ti interessa adesso.

Cosa fare quando fotografare non ti dà più soddisfazione

Non esiste una soluzione unica, ma puoi iniziare da alcune decisioni molto semplici.

  • Riduci temporaneamente la quantità di fotografie che realizzi.
  • Limita il confronto con il lavoro degli altri.
  • Riguarda le fotografie che hai già scattato.
  • Non obbligarti a iniziare subito un nuovo progetto.
  • Fotografa soltanto quando qualcosa attira realmente la tua attenzione.
  • Accetta che alcune uscite possano non produrre fotografie che vuoi conservare.

L’obiettivo non è tornare immediatamente a produrre immagini. È capire se sotto la saturazione c’è ancora curiosità.

Quando torna la curiosità

Il segnale più interessante non è necessariamente la voglia di fotografare. È la curiosità.

Potresti accorgerti di nuovo di una luce particolare, di un dettaglio che prima non avresti notato o di una scena che ti fa pensare spontaneamente a una fotografia.

Quando succede, non è necessario trasformare subito quella sensazione in un progetto. Puoi semplicemente scattare.

Una fotografia realizzata perché qualcosa ti ha realmente attirato è spesso più significativa di dieci fotografie realizzate soltanto per mantenere una certa continuità.

La fotografia non deve essere sempre produttiva

Uno dei problemi della fotografia contemporanea è che anche un’attività nata per osservare può essere sottoposta alle stesse logiche di produzione che utilizziamo nel lavoro: obiettivi, risultati, continuità, numeri e confronto.

Ma non tutte le fotografie devono diventare un progetto, un post o una pubblicazione.

Puoi fotografare senza condividere. Puoi uscire senza tornare con una fotografia importante. Puoi anche non fotografare affatto per un periodo.

Il valore della fotografia non dipende dalla quantità di immagini che produci.

Conclusione

Se in questo periodo fotografare non ti dà più la stessa soddisfazione di prima, non significa necessariamente che tu abbia perso qualcosa. Potrebbe essere semplicemente il momento di ridurre la pressione e capire cosa stai realmente cercando nella fotografia.

Non devi trovare subito un nuovo soggetto, un nuovo progetto o una nuova fonte di ispirazione. Puoi anche fermarti, riguardare ciò che hai già fatto e lasciare che il bisogno di fotografare ritorni naturalmente.

La fotografia non procede sempre in modo lineare. Ci sono periodi in cui produci molto e altri in cui osservi, selezioni o semplicemente lasci passare del tempo.

Se smette temporaneamente di darti qualcosa, non è necessariamente un segnale che devi abbandonarla. Può essere il momento in cui devi cambiare il modo in cui le chiedi qualcosa.

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