Di notte vedo meglio

Fotografia notturna a mano libera: come scatto di notte, cosa uso e da dove cominciare.

Era l’una di notte. Dovevo andare a prendere Valentina, che lavorava in un villaggio a Portorosa, ma ero in anticipo. Così ho deciso di fare un giro.

Lì vicino c’era una discoteca. Il parcheggio era pieno, la gente dentro a ballare, la musica fortissima. In macchina avevo la X-T1 con il 23mm f/1.4.

A un certo punto, lontano, sotto un pino secolare, ho notato una luce particolare. Mi sono avvicinato. Era un camioncino dello street food, con un ragazzo che preparava il banco prima che la gente uscisse dalla discoteca.

Non ci ho visto più. O meglio: ci ho visto benissimo. È stata la mia luce nella notte.

Ho preso la macchina e ho scattato.

Fujifilm X-T1, 23mm f/1.4. Vicino a Portorosa, l’una di notte.

Il tempo che avevo

La mia serie dei notturni è nata da un limite, prima ancora che da una scelta.

Di giorno lavoro, e il tempo per fotografare non c’è. La sera, invece, andavo a prendere Valentina dopo il turno. Quello era il mio tempo. E l’ho usato.

Così sono arrivati i distributori, i chioschi, i parcheggi, i luna park a fine serata. Uno di questi, il distributore di quella sera, è ancora una delle foto a cui tengo di più.

Se anche tu hai poco tempo, tienilo a mente: non serve aspettare il fine settimana o la luce perfetta. Puoi fotografare nel tempo che hai.

Perché di notte vedo meglio

Di notte ho la sensazione che il tempo rallenti. C’è quiete, c’è meno gente, meno rumore. Concentrarsi è più semplice.

E il buio fa un lavoro che di giorno tocca a te: toglie il superfluo. Restano le luci artificiali, un’insegna, un lampione, il bancone di un chiosco, e quello che illuminano. Il resto sparisce. Spesso la composizione è già lì, e devi solo trovare il punto da cui guardarla.

Di notte, un chiosco di frutta e verdura illuminato nel buio, con la frutta in vetrina
Chiosco di frutta e verdura, Capo d’Orlando. Fujifilm X20.

C’è però un prezzo da pagare: di notte è più facile sbagliare. Il fuoco soprattutto. Ed è da qui che conviene partire.

Come scatto di notte a mano libera

Io di notte scatto quasi sempre a mano libera. Niente cavalletto, poco peso, più libertà di muovermi. Il mio modo di lavorare è questo:

  • Obiettivi luminosi. Cerco lenti che aprano almeno a f/2.8. Più luce entra, più il tempo di scatto resta gestibile a mano. Quella sera avevo il 23mm f/1.4, che per i notturni è perfetto.
  • ISO fino a 3200. Cerco di non superarli. Ma se la foto lo merita, arrivo anche a 6400.
  • Un po’ di nitidezza in meno. Con ISO alti l’immagine perde qualcosa. Per me è un giusto compromesso: meglio una foto un po’ meno nitida che nessuna foto.
  • Autofocus. Mi trovo bene con il fuoco automatico. Sulle Fuji di oggi funziona anche con poca luce. Cerco un punto con un po’ di contrasto, una luce, un bordo, e metto a fuoco lì.

Se vuoi capire meglio come si bilanciano questi valori, ne ho parlato in ISO, diaframma e tempo di scatto spiegati semplice.

Quando serve il cavalletto

C’è anche un’altra strada: il fuoco manuale. Secondo me richiede esercizio, ma probabilmente è la soluzione migliore, soprattutto se scatti in iperfocale, cioè regolando il fuoco in modo da avere nitido tutto, da vicino all’infinito.

Il problema è la luce. Per l’iperfocale devi chiudere il diaframma, e chiudendolo serve un tempo di scatto più lungo. A mano libera, di notte, diaframma e tempo diventano difficili da tenere insieme.

È lì che entra in gioco il cavalletto. Io lo uso poco, ma ci sono scene che lo chiedono: quando vuoi tutto nitido, o un’esposizione lunga. Quando serve davvero, e quando puoi farne a meno, l’ho raccontato in Quando serve davvero il cavalletto.

In pratica:

A mano liberaCon il cavalletto
FuocoAutomaticoManuale, anche in iperfocale
DiaframmaAperto, f/2.8 o più luminosoPiù chiuso, per avere tutto nitido
ISOAlti, fino a 3200 o 6400Bassi, immagine più pulita
QuandoScene di passaggio, quando vuoi muovertiScene ferme, quando hai tempo

Fotografia notturna: comincia dove c’è luce

Se vuoi iniziare a fotografare di notte, il mio consiglio è uno: non partire dai luoghi molto bui.

Con il buio quasi totale, all’inizio, l’inesperienza rischia di non farti portare a casa nemmeno uno scatto usabile. E magari abbandoni prima ancora di cominciare.

Parti invece da posti ben illuminati:

  1. Una festa di paese, una sagra, una ricorrenza.
  2. Un luna park, un mercatino serale, un lungomare con i lampioni.
  3. Un parco o una piazza illuminata.

Lì la luce c’è, e puoi concentrarti su cosa guardare invece che su come sopravvivere al buio. Scatta a mano libera, diaframma aperto, ISO alti senza paura.

Poi, piano piano, spostati verso posti più scuri. Col tempo ti abitui, e impari a conoscere il buio.

Se ti piace questo modo di guardare, leggi anche Io vedo le linee. E se vuoi qualche esercizio in più, scarica la guida gratuita “I 5 errori che rovinano le tue foto”.

Daniele Tranchita, ShotAndGo.

Roma, Campidoglio: una grande statua di marmo distesa accanto alla scalinata e, in basso a destra, una ragazza in giallo seduta sui gradini
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I 5 errori che rovinano le tue foto

Cinque mie foto per cinque errori. Per ognuno la storia dello scatto e un esercizio da fare alla prossima uscita.

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