Perché fotografare oggi (quando siamo già sommersi di immagini)

Camion che attraversa un paesaggio con pale eoliche sotto un cielo nuvoloso, simbolo della fotografia contemporanea

Introduzione

Ogni giorno produciamo e guardiamo una quantità enorme di fotografie. Smartphone, social network, messaggistica e archivi automatici hanno reso lo scatto praticamente immediato.

Non dobbiamo più decidere se vale la pena utilizzare una pellicola, quanto costerà svilupparla o quali fotografie meritano davvero di essere scattate. Possiamo fotografare tutto e cancellare in seguito.

Questa possibilità ha cambiato profondamente il nostro rapporto con la fotografia.

Il problema, quindi, non è più avere poche immagini. È capire quali immagini meritano davvero di essere conservate, riguardate e utilizzate.

Oggi fotografare è facile. Scegliere è più difficile.

Quando fotografare aveva un costo concreto, ogni scatto richiedeva una decisione. Oggi possiamo realizzare decine di fotografie della stessa scena senza pensarci particolarmente.

Questo ha un vantaggio enorme: possiamo sperimentare senza preoccuparci del numero di scatti.

Ma ha anche un effetto collaterale.

Se tutto può essere fotografato, rischiamo di fotografare senza scegliere.

Una fotografia può nascere perché qualcosa ci ha realmente colpito, ma può anche nascere semplicemente perché abbiamo il telefono in mano e la scena sembra interessante.

La differenza non sta nel numero di fotografie che realizzi, ma nel motivo per cui decidi di realizzarle.

Non tutte le fotografie hanno la stessa funzione

Non è necessario che ogni fotografia sia un’immagine artistica o particolarmente significativa.

Una fotografia può servire a ricordare una persona, documentare un luogo, registrare un evento, conservare un dettaglio, raccontare un viaggio oppure semplicemente fissare qualcosa che hai visto e che vuoi ricordare.

Il problema nasce quando confondiamo la quantità con il valore.

Cento fotografie quasi identiche di un momento non raccontano necessariamente più di una sola fotografia scelta con attenzione.

Al contrario, in alcune situazioni avere molte fotografie è utile: durante un evento, per esempio, puoi aver bisogno di documentare una sequenza di momenti diversi.

Per questo non si tratta di fotografare meno a prescindere. Si tratta di sapere perché stai fotografando.

La fotografia può ancora allenare lo sguardo

Una delle funzioni più interessanti della fotografia non riguarda direttamente la produzione dell’immagine.

Riguarda ciò che succede prima.

Quando cerchi una fotografia devi decidere cosa osservare. Devi distinguere un elemento dagli altri, riconoscere una luce interessante, notare una relazione tra due persone o accorgerti di una geometria che prima non avevi considerato.

Questo esercizio modifica progressivamente il modo in cui guardi ciò che hai intorno.

Puoi passare davanti allo stesso luogo per anni e iniziare improvvisamente a notare dettagli che prima ignoravi.

Non perché il luogo sia cambiato.

Perché è cambiato ciò che stai cercando quando lo osservi.

Fotografare non significa necessariamente condividere

Oggi una parte importante della fotografia passa attraverso la pubblicazione.

Scattiamo pensando già a Instagram, a una storia, a un post o a come potrebbe reagire chi guarderà l’immagine.

Questo può influenzare le scelte fotografiche molto più di quanto sembri.

Una scena può essere fotografata perché ci interessa realmente oppure perché pensiamo che possa funzionare online.

Sono due motivazioni completamente diverse.

Non c’è nulla di sbagliato nel realizzare fotografie destinate ai social. Il problema nasce quando la possibilità di essere apprezzati dagli altri diventa il criterio principale con cui decidiamo cosa fotografare.

Le fotografie personali hanno ancora valore

Non tutte le immagini devono essere pubblicate.

Una fotografia può avere valore anche se rimane sul tuo telefono, sul computer o stampata in un album.

Può ricordarti una persona, un periodo della tua vita, una casa che non esiste più, un viaggio o semplicemente il modo in cui vedevi un determinato luogo in quel momento.

In questo caso la fotografia non deve convincere nessuno.

Non deve essere perfetta.

Deve semplicemente svolgere la funzione per cui l’hai realizzata.

Il problema dell’archivio infinito

La fotografia digitale ha eliminato quasi completamente il limite del numero di scatti, ma non quello della nostra capacità di organizzarli.

È facile accumulare migliaia di immagini che non riguarderemo mai più.

Per questo anche la selezione è diventata una parte importante della fotografia contemporanea.

Rivedere periodicamente le immagini permette di eliminare i duplicati, scegliere le fotografie realmente significative e capire quali situazioni continuano a interessarti nel tempo.

Puoi iniziare anche in modo molto semplice: dopo un’uscita, invece di conservare dieci fotografie quasi identiche, prova a individuarne una o due che rappresentano meglio quello che volevi raccontare.

Non devi cancellare tutto il resto immediatamente. Ma imparare a riconoscere le differenze tra una fotografia necessaria e una semplicemente simile alle altre è un ottimo esercizio.

Fotografare può diventare un modo per osservare meglio

Quando cammini senza uno scopo fotografico preciso, molte scene passano inosservate.

Quando invece inizi a prestare attenzione alla luce, alle forme e ai rapporti tra gli elementi, il percorso cambia.

Una strada che conosci può diventare interessante quando cambia la luce. Un edificio che hai visto centinaia di volte può assumere un aspetto diverso dopo la pioggia. Una persona che attraversa una piazza può creare per pochi secondi una composizione che prima non esisteva.

La fotografia non crea necessariamente queste situazioni.

Ti abitua semplicemente a riconoscerle quando si presentano.

La tecnologia non è il problema

Smartphone, fotocamere automatiche, sistemi di messa a fuoco basati sull’intelligenza artificiale e software di elaborazione hanno reso la fotografia più accessibile.

È un cambiamento positivo.

Non avrebbe senso rimpiangere un’epoca in cui fotografare era più lento soltanto perché oggi è più semplice.

La questione riguarda l’uso che facciamo di questi strumenti.

Se l’automazione ti permette di concentrarti sulla scena, è un vantaggio.

Se invece ti porta a scattare senza osservare perché “tanto ci penserà il telefono”, hai delegato anche una parte della scelta fotografica.

La tecnologia dovrebbe ridurre gli ostacoli tecnici, non eliminare la necessità di osservare.

Fotografare oggi significa anche scegliere cosa ignorare

Quando tutto è disponibile, una delle competenze più importanti diventa la selezione.

Non devi fotografare ogni tramonto, ogni piatto, ogni strada o ogni momento interessante.

Puoi decidere che una determinata scena non merita una fotografia.

Questa rinuncia non significa perdere qualcosa. Significa attribuire maggiore importanza agli scatti che decidi effettivamente di realizzare.

Con il tempo può diventare un criterio molto utile anche per migliorare.

Se fotografi soltanto quando riconosci qualcosa che ti interessa davvero, inizi a capire quali situazioni attirano maggiormente il tuo sguardo.

Non serve trovare sempre qualcosa di straordinario

Un altro effetto della fotografia contemporanea è il confronto continuo con immagini realizzate in luoghi spettacolari e condizioni perfette.

Questo può creare l’idea che valga la pena fotografare soltanto quando succede qualcosa di eccezionale.

Non è così.

La fotografia può funzionare anche con situazioni comuni, purché ci sia una scelta precisa dietro l’immagine.

Una strada ordinaria può diventare interessante per la luce. Un interno può funzionare per la geometria. Una persona può attirare l’attenzione per un gesto. Un paesaggio può essere fotografato non perché sia spettacolare, ma perché in quel momento presenta una particolare relazione tra luce e spazio.

Il valore della fotografia non dipende necessariamente dall’eccezionalità del soggetto.

Perché continuiamo a fotografare

Alla fine, non esiste una sola risposta.

Qualcuno fotografa per lavoro. Qualcuno per documentare la propria vita. Qualcuno per studiare la luce e la composizione. Qualcuno perché gli piace costruire immagini. Qualcuno perché fotografare gli permette di prestare maggiore attenzione a ciò che vede.

Non tutte queste motivazioni devono essere presenti contemporaneamente.

La fotografia può avere funzioni diverse in momenti diversi della nostra vita.

Quello che cambia è la consapevolezza con cui decidiamo di utilizzarla.

La fotografia non deve competere con tutte le altre immagini

Non è necessario produrre fotografie più spettacolari di quelle che vediamo online.

Non è necessario pubblicare continuamente.

Non è necessario avere uno stile riconoscibile immediatamente.

Puoi semplicemente utilizzare la fotografia per osservare, documentare, studiare o conservare ciò che per te ha importanza.

In un ambiente pieno di immagini, questo può sembrare poco.

In realtà è proprio ciò che permette alla fotografia di mantenere una funzione precisa.

Una fotografia scelta vale più di una fotografia automatica

La prossima volta che stai per fotografare qualcosa, prova a fare una pausa di pochi secondi.

Non chiederti se sarà una bella fotografia.

Chiediti invece:

  • cosa mi ha fatto fermare?
  • cosa voglio mostrare?
  • qual è l’elemento più importante della scena?
  • posso eliminare qualcosa dall’inquadratura?
  • devo davvero fotografare questa scena?

Non sempre la risposta sarà positiva.

Ed è proprio questo il punto.

Imparare a scegliere quando fotografare e quando non farlo fa parte della crescita fotografica tanto quanto imparare a utilizzare una fotocamera.

👇 Leggi anche: Cosa ti dicono davvero le tue fotografie (se sai leggerle)

Conclusione

Viviamo in un periodo in cui fotografare è più semplice, economico e immediato che mai. Non dobbiamo combattere questa realtà e non dobbiamo nemmeno rimpiangere quando scattare una fotografia era più complicato.

Dobbiamo però imparare a utilizzare questa libertà.

Fotografare tutto non significa necessariamente vedere di più. A volte significa soltanto produrre più immagini.

La fotografia diventa interessante quando dietro allo scatto esiste una scelta: qualcosa che hai notato, una relazione che vuoi mostrare, una situazione che vuoi ricordare o un dettaglio che per te ha un significato.

In un mondo pieno di immagini, fotografare ha ancora senso proprio perché possiamo scegliere quali immagini produrre e quali lasciare passare.

Non serve aggiungere fotografie al rumore soltanto perché possiamo farlo.

Serve imparare a riconoscere quelle per cui vale davvero la pena fermarsi.

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