Fujifilm XF 35mm f/1.4 R: la lente che respira

Ci sono obiettivi che sono strumenti. E poi ci sono obiettivi che, con il tempo, diventano una voce.

Il Fujifilm XF 35mm f/1.4 R appartiene decisamente alla seconda categoria.

È uno degli obiettivi che hanno accompagnato la nascita del sistema Fujifilm X e, nonostante gli anni trascorsi e l’arrivo di ottiche più moderne, continua a essere uno dei più apprezzati dai fotografi che utilizzano questo sistema.

Non perché sia perfetto.

Non perché abbia l’autofocus più rapido, la costruzione più moderna o la resa più uniforme possibile.

Continua a piacere per un motivo più difficile da misurare: il modo in cui restituisce ciò che fotografi.

È una lente che non sembra interessata soltanto a quanto dettaglio riesca a registrare. Sembra interessata anche a come quel dettaglio viene restituito.

Ed è proprio qui che comincia la storia del 35mm f/1.4.

Che focale è davvero il 35mm su Fujifilm?

Su una fotocamera Fujifilm con sensore APS-C, il 35mm offre un angolo di campo equivalente a circa 50mm nel formato full frame.

È la cosiddetta focale normale.

Non è abbastanza ampia da raccontare una scena principalmente attraverso l’ambiente e non è abbastanza lunga da isolare completamente il soggetto. Si trova in una zona intermedia che, da decenni, viene utilizzata per rappresentare il mondo con una prospettiva molto naturale.

È una focale che può essere utilizzata per un ritratto ambientato, una scena quotidiana, un viaggio, un dettaglio, una fotografia di strada o semplicemente per documentare quello che accade intorno a noi.

Ma il suo vero punto di forza è un altro.

Ti permette di avvicinarti senza invadere e di allontanarti senza perdere completamente il rapporto con la scena.

Una focale normale, ma tutt’altro che banale

Il 50mm equivalente viene spesso considerato una focale neutra.

In realtà è proprio questa apparente neutralità a renderlo interessante.

Non ti offre una prospettiva spettacolare da sfruttare automaticamente. Non allarga la scena e non comprime lo sfondo. Devi essere tu a decidere cosa mettere nell’inquadratura e soprattutto quanto avvicinarti.

Con il 35mm f/1.4 puoi quindi costruire fotografie molto diverse tra loro senza cambiare obiettivo.

Puoi fotografare una persona mantenendo leggibile l’ambiente, puoi concentrarti su un dettaglio, puoi lavorare in interni oppure cercare una composizione più ampia durante una passeggiata.

È una focale che non impone un genere.

Ti lascia scegliere il tuo.

Il progetto originale del sistema Fujifilm X

Il 35mm f/1.4 appartiene alla prima generazione di obiettivi con cui Fujifilm ha costruito il sistema X.

Ed è difficile non percepire questa origine osservando il suo design.

È compatto, relativamente leggero e costruito intorno a un’idea molto diversa da quella di alcuni obiettivi professionali moderni, diventati progressivamente più grandi per offrire prestazioni sempre più elevate.

Il peso si aggira intorno ai 187 grammi e il corpo rimane abbastanza contenuto da non trasformare una Fujifilm X in una configurazione ingombrante.

Non è tropicalizzato.

Non ha un autofocus progettato secondo gli standard più recenti.

Ma conserva una caratteristica che il tempo non ha eliminato: quando lo monti sulla fotocamera, il sistema rimane ancora sorprendentemente equilibrato.

f/1.4: non soltanto sfocato

La grande apertura di f/1.4 è naturalmente uno degli elementi che rendono il 35mm interessante.

Ma sarebbe riduttivo parlare soltanto di bokeh.

Avere f/1.4 significa poter lavorare con maggiore libertà quando la luce diminuisce. Significa poter mantenere tempi di scatto più rapidi o contenere gli ISO quando fotografi in condizioni difficili.

Significa anche poter costruire una relazione diversa tra soggetto e sfondo.

A distanza ravvicinata, l’apertura massima permette di ottenere una profondità di campo ridotta, ma la focale equivalente a 50mm evita quella separazione estremamente aggressiva che si può ottenere con un teleobiettivo luminoso.

Il soggetto emerge.

Lo sfondo si ammorbidisce.

Ma spesso rimane leggibile.

È una separazione che accompagna il soggetto invece di cancellare tutto quello che gli sta intorno.

Il famoso “carattere” del 35mm f/1.4

È qui che il 35mm f/1.4 ha costruito gran parte della sua reputazione.

Le fotografie realizzate a tutta apertura non hanno necessariamente quell’aspetto estremamente corretto e clinico che caratterizza alcune ottiche moderne.

La resa può essere più morbida, soprattutto in determinate condizioni e nelle zone periferiche del fotogramma. Il contrasto non è sempre aggressivo e il passaggio tra le zone a fuoco e quelle fuori fuoco può risultare molto naturale.

Questo non significa che il 35mm f/1.4 sia tecnicamente superiore alle ottiche più recenti.

Significa il contrario: è un obiettivo con compromessi evidenti che, in determinate situazioni, diventano parte della sua resa.

È proprio questa imperfezione controllata che molti fotografi trovano interessante.

La nitidezza non è tutto

Oggi è facile valutare un obiettivo attraverso grafici, test di laboratorio e immagini ingrandite al 100%.

Sono strumenti utili.

Ma possono diventare fuorvianti quando si cerca di capire perché un’ottica piaccia davvero.

Il 35mm f/1.4 può essere molto nitido, soprattutto chiudendo il diaframma, ma non è stato progettato per offrire la stessa uniformità estrema di alcuni obiettivi Fujifilm moderni.

A tutta apertura il centro mantiene una buona capacità di dettaglio, mentre la resa ai bordi è più morbida. Chiudendo il diaframma l’immagine diventa progressivamente più uniforme.

Per un paesaggio nel quale vuoi la massima definizione da bordo a bordo esistono soluzioni migliori.

Per una fotografia di persone, strada o vita quotidiana, però, questa caratteristica può diventare molto meno importante.

Non tutte le fotografie hanno bisogno della stessa quantità di perfezione.

Ritratto: la sua interpretazione è molto particolare

Il 35mm f/1.4 non è un obiettivo da ritratto nel senso classico del termine.

Non offre la compressione prospettica di un medio tele e non produce lo stesso livello di separazione di un 56mm luminoso.

Il suo terreno ideale è il ritratto ambientato.

La persona rimane protagonista, ma il luogo continua a esistere. Una stanza, una strada, un paesaggio o un ambiente di lavoro diventano parte del racconto.

È particolarmente efficace quando non vuoi semplicemente mostrare il volto di qualcuno, ma raccontare quella persona attraverso il contesto.

A f/1.4 puoi inoltre ottenere una profondità di campo sufficiente a separare il soggetto senza perdere completamente la leggibilità dell’ambiente.

Il risultato può essere molto intimo.

Non necessariamente spettacolare.

Intimo.

La luce ambiente è il suo terreno naturale

Il 35mm f/1.4 dà il meglio quando puoi lavorare con la luce che trovi.

Una finestra, una lampada, una strada al tramonto, un interno poco illuminato o la luce disponibile durante un viaggio possono diventare sufficienti per costruire un’immagine.

Non devi necessariamente ricorrere al flash.

Questo permette di mantenere l’atmosfera della scena invece di trasformarla in qualcosa di completamente diverso attraverso una luce artificiale.

È uno degli aspetti per cui questa lente continua a essere interessante anche molti anni dopo la sua introduzione.

Ti permette di fotografare la luce che c’è, non soltanto quella che vorresti avere.

Autofocus: qui gli anni si sentono

Se c’è un aspetto nel quale il 35mm f/1.4 mostra chiaramente la sua età, è l’autofocus.

Il sistema non è paragonabile a quello delle ottiche Fujifilm più recenti. Può essere percepibile il movimento degli elementi interni e il funzionamento non è caratterizzato dalla stessa silenziosità e rapidità che trovi nei modelli moderni.

Per la fotografia quotidiana, il ritratto e il reportage può comunque essere perfettamente utilizzabile.

Diventa meno indicato quando la situazione richiede un autofocus continuo particolarmente rapido e affidabile, soprattutto con soggetti in movimento.

Sport e azione non sono il suo terreno naturale.

Ma anche qui bisogna ricordare una cosa: il 35mm f/1.4 non è stato progettato per essere un obiettivo sportivo.

35mm f/1.4 contro 35mm f/2: due filosofie diverse

Il confronto con il Fujifilm XF 35mm f/2 R WR è inevitabile perché le due ottiche condividono la stessa focale, ma non la stessa filosofia.

Il 35mm f/2 è più moderno, compatto, rapido nella messa a fuoco e tropicalizzato. Ha un comportamento più prevedibile e una resa più uniforme.

Il f/1.4 offre invece un’apertura maggiore, una resa più caratteriale e una profondità di campo più ridotta.

Il confronto non dovrebbe quindi essere ridotto a una domanda del tipo “quale è migliore?”.

Il 35mm f/2 è probabilmente la scelta più razionale per molti fotografi.

Il 35mm f/1.4 può essere invece la scelta più interessante per chi cerca un certo modo di disegnare l’immagine.

Uno è più moderno.

L’altro ha più personalità.

E questa differenza, per un obiettivo, può contare molto.

Street photography: osservare prima di scattare

Il 35mm equivalente a circa 50mm è una focale classica per la fotografia di strada.

Non è abbastanza ampia da includere tutto ciò che accade intorno a te e non è abbastanza lunga da permetterti di osservare la scena da grande distanza.

Ti porta in una posizione intermedia.

Devi scegliere dove stare.

Devi aspettare.

Devi osservare.

Ed è proprio questo che può rendere interessante il 35mm f/1.4 nella street.

Non è una lente che risolve la composizione al posto tuo.

Ti costringe a costruirla.

Viaggio: una lente per raccontare senza esagerare

In viaggio il 35mm può essere una scelta molto equilibrata.

È abbastanza versatile per fotografare persone, strade, dettagli, interni e scene quotidiane, ma non così ampia da rendere ogni fotografia simile a una cartolina.

Ti permette di concentrarti sui dettagli del luogo e sulle persone che lo abitano.

Puoi fotografare una piazza, ma anche qualcuno seduto al suo interno. Puoi fotografare un edificio, ma anche il dettaglio di una porta. Puoi raccontare un mercato senza dover necessariamente includere tutto il mercato nell’immagine.

È una lente che tende a privilegiare l’esperienza del luogo rispetto alla sua semplice descrizione.

Fotografia quotidiana: forse il suo vero genere

Come molti dei fissi Fujifilm più riusciti, il 35mm f/1.4 non ha bisogno di essere associato a un solo genere.

Può accompagnarti durante una passeggiata, durante una giornata di lavoro, in viaggio, a cena o semplicemente durante una normale giornata nella quale non avevi intenzione di fare fotografie.

La focale è abbastanza naturale da funzionare in molte situazioni e l’apertura f/1.4 offre margine quando la luce diventa più difficile.

È il tipo di obiettivo che puoi lasciare montato sulla fotocamera e imparare a conoscere nel tempo.

E più lo conosci, più diventa facile anticipare cosa può fare.

Il suo limite più importante: non è tropicalizzato

Il 35mm f/1.4 non dispone di una costruzione WR.

Questo significa che, se fotografi spesso in condizioni di pioggia, polvere o umidità, dovrai prestare maggiore attenzione rispetto a un’ottica tropicalizzata.

È un limite concreto, soprattutto per chi utilizza la fotocamera principalmente all’aperto.

Ma ancora una volta, fa parte del compromesso.

Il 35mm f/1.4 nasce da una generazione nella quale la priorità era realizzare un’ottica compatta, luminosa e con una certa resa, non necessariamente costruire un obiettivo pronto ad affrontare qualsiasi condizione ambientale.

Quando il 35mm f/1.4 potrebbe non essere la scelta giusta

Se fotografi prevalentemente eventi molto dinamici, sport o soggetti in rapido movimento, l’autofocus delle ottiche Fujifilm più recenti rappresenta un vantaggio concreto.

Se lavori spesso sotto la pioggia o in ambienti difficili, una lente WR può offrire maggiore tranquillità.

Se invece cerchi una resa estremamente uniforme e una nitidezza impeccabile già a tutta apertura, esistono alternative più moderne.

Il 35mm f/1.4 non deve essere acquistato aspettandosi che faccia tutto meglio.

Va scelto sapendo esattamente cosa offre.

Il motivo per cui è ancora così amato

È difficile spiegare il successo del 35mm f/1.4 soltanto attraverso le sue specifiche.

Se lo confrontassimo con molte ottiche Fujifilm moderne, perderebbe diverse battaglie: autofocus, tropicalizzazione, uniformità ottica e comportamento generale.

Eppure continua a essere cercato.

Il motivo è che alcune fotografie non vengono ricordate perché erano perfette.

Vengono ricordate perché avevano una luce particolare, un’espressione, un’atmosfera o una sensazione che la perfezione tecnica non avrebbe necessariamente migliorato.

Il 35mm f/1.4 appartiene a questa categoria di strumenti.

Non aggiunge necessariamente qualcosa alla scena. A volte semplicemente non la rovina.

Non è una lente “migliore”. È una lente diversa.

Questa è probabilmente la conclusione più corretta.

Il 35mm f/1.4 non è superiore alle ottiche moderne soltanto perché ha più carattere. E le ottiche moderne non sono automaticamente migliori in assoluto soltanto perché sono più nitide o hanno un autofocus più veloce.

Sono strumenti diversi.

Il 35mm f/2 è più razionale.

Il 35mm f/1.4 è più istintivo.

Uno ti offre maggiore prevedibilità.

L’altro lascia un po’ più di spazio all’imprevisto.

Per alcuni fotografi questa differenza non avrà alcuna importanza.

Per altri sarà esattamente il motivo per cui scegliere il f/1.4.

Conclusione

Il Fujifilm XF 35mm f/1.4 R non è una lente perfetta.

Non è tropicalizzato. Il suo autofocus appartiene a una generazione precedente. A tutta apertura non offre la stessa uniformità delle ottiche moderne e non è progettato per inseguire soggetti in rapido movimento.

Ma sarebbe un errore giudicarlo soltanto attraverso quello che gli manca.

Il suo vero valore sta nel modo in cui combina una focale normale, un’apertura f/1.4, dimensioni contenute e una resa che molti fotografi percepiscono ancora come particolare.

È una lente che funziona bene quando la fotografia nasce dalla luce ambiente, dalla vicinanza al soggetto e dall’attenzione per quello che sta accadendo davanti a noi.

Non è chirurgica.

Non è sterile.

Non cerca sempre di mostrare tutto.

In certe situazioni sembra quasi lasciare respirare l’immagine.

Ed è forse questa la ragione per cui, dopo tanti anni, il 35mm f/1.4 continua a essere considerato una delle ottiche più rappresentative della filosofia Fujifilm X.

Non perché sia il migliore.

Ma perché, quando lo usi nel modo giusto, sembra avere qualcosa da dire.

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