Fujifilm XF 23mm f/2 R WR

Ci sono obiettivi che impressionano appena li monti sulla fotocamera. Altri, invece, diventano interessanti proprio perché smetti di notarli.

Il Fujifilm XF 23mm f/2 R WR appartiene alla seconda categoria.

Non è l’obiettivo che scegli per mostrare quanto sia spettacolare la tua attrezzatura. Non ha un’apertura estrema e non cerca di trasformare ogni fotografia in un esercizio di sfocato. È piccolo, leggero, discreto e abbastanza versatile da poter rimanere montato sulla fotocamera per un’intera giornata.

Ed è proprio questo il suo punto di forza.

Il 23mm f/2 non ti fa pensare continuamente alla lente. Ti lascia pensare a quello che stai guardando.

Che focale è davvero il 23mm su Fujifilm?

Su una fotocamera Fujifilm con sensore APS-C, il 23mm offre un angolo di campo equivalente a circa 35mm nel formato full frame.

È una delle focali più interessanti per raccontare la realtà senza renderla né troppo ampia né troppo compressa. Non hai la sensazione di osservare la scena da lontano e, allo stesso tempo, non sei costretto ad avvicinarti al soggetto come accadrebbe con una focale più corta.

Il 35mm equivalente è una focale che lascia spazio all’ambiente. Una persona può essere il soggetto principale senza diventare l’unica cosa importante nell’immagine. Una strada rimane una strada, un interno rimane un interno, un viaggio continua a essere un viaggio.

È una prospettiva particolarmente adatta alla fotografia del quotidiano: street, reportage, viaggio, documentazione personale e situazioni nelle quali vuoi raccontare una persona insieme al luogo in cui si trova.

Non è una focale spettacolare.

È una focale naturale.

Il 23mm è la lente della relazione

Una delle caratteristiche più interessanti del 35mm equivalente è il rapporto che crea tra soggetto e ambiente.

Con una focale lunga puoi isolare una persona e trasformare lo sfondo in una massa indistinta. Con un grandangolo più spinto puoi invece includere moltissimo spazio e rendere la prospettiva parte integrante dell’immagine.

Il 23mm si trova in mezzo.

Permette di avvicinarsi abbastanza al soggetto da creare una relazione, ma lascia nell’inquadratura una quantità di ambiente sufficiente a raccontare dove ci si trova.

Per questo è una focale particolarmente efficace quando la fotografia non vuole soltanto mostrare chi abbiamo davanti, ma anche cosa c’è intorno a quella persona.

È la differenza tra fotografare qualcuno e raccontare qualcuno.

Piccolo, leggero e pensato per essere portato

Il 23mm f/2 pesa circa 180 grammi. È una caratteristica che può sembrare secondaria finché non inizi a utilizzarlo per diverse ore.

Una lente leggera cambia il rapporto con la fotocamera. Puoi tenerla al collo durante una passeggiata, portarla in viaggio senza dover organizzare una borsa fotografica importante e soprattutto puoi avere sempre la macchina pronta.

La costruzione compatta in metallo mantiene inoltre quella combinazione di solidità e discrezione che ha caratterizzato molti degli obiettivi più riusciti del sistema Fujifilm.

Il WR aggiunge poi una protezione contro polvere e umidità quando viene utilizzato con un corpo macchina compatibile.

Non significa che sia un obiettivo da trattare come impermeabile. Significa però che una giornata con qualche goccia di pioggia non deve necessariamente trasformarsi in una spedizione per mettere al sicuro l’attrezzatura.

f/2: abbastanza luminoso senza diventare ingombrante

Il diaframma massimo di f/2 è un altro elemento importante del progetto.

Non è un’apertura estrema come quella di un 23mm f/1.4 e non pretende di esserlo. La sua funzione è trovare un equilibrio tra luminosità, dimensioni, peso e possibilità creative.

Con f/2 puoi lavorare bene in condizioni di luce relativamente difficili, mantenere tempi di scatto adeguati e ottenere una certa separazione del soggetto dallo sfondo quando la distanza e la composizione lo permettono.

Ma soprattutto puoi farlo mantenendo l’obiettivo piccolo.

È una scelta coerente: invece di inseguire il massimo sfocato possibile, Fujifilm ha cercato di offrire la luminosità necessaria per un uso quotidiano senza compromettere la portabilità.

Non è una lente da sfocato estremo

È importante chiarirlo perché il confronto con obiettivi più luminosi viene naturale.

A f/2 e con una focale equivalente di 35mm puoi ottenere uno sfondo piacevolmente morbido, soprattutto avvicinandoti al soggetto e mantenendo una certa distanza tra questo e lo sfondo.

Ma il 23mm f/2 non è stato progettato per cancellare completamente ciò che c’è dietro al soggetto.

E in molte situazioni questo è un vantaggio.

Se fotografi una persona in viaggio, probabilmente vuoi ancora riconoscere la strada, il mercato, il paesaggio o l’edificio che si trova alle sue spalle. Lo sfondo non deve necessariamente sparire.

Deve fare parte della fotografia senza rubare attenzione al soggetto.

La fotografia quotidiana è il suo vero territorio

Il 23mm f/2 dà il meglio quando non sai esattamente cosa fotograferai.

È il genere di obiettivo che puoi montare al mattino e lasciare sulla fotocamera fino alla sera. Puoi uscire per comprare qualcosa e tornare con una fotografia interessante. Puoi partire per un viaggio senza sapere quali scene incontrerai. Puoi camminare per una città e passare dalla street a un ritratto, dall’architettura a un dettaglio senza cambiare lente.

Questa versatilità non deriva da una grande escursione focale.

Deriva dal fatto che 35mm equivalenti funzionano in moltissime situazioni diverse.

Street photography: vicino senza essere invadente

Il 23mm è una delle focali più associate alla street photography proprio perché permette di lavorare relativamente vicino alle persone mantenendo comunque una buona quantità di contesto.

Non devi fotografare necessariamente da lontano. Puoi entrare nella scena, avvicinarti al soggetto e costruire l’immagine attraverso la relazione tra persona, spazio e momento.

Questo richiede però una cosa che nessun obiettivo può fare al posto tuo: muoverti.

Con una focale fissa non puoi risolvere ogni composizione ruotando una ghiera dello zoom. Se il soggetto è troppo lontano, devi avvicinarti. Se è troppo vicino, devi arretrare. Se la composizione non funziona, devi cambiare posizione.

È proprio questa limitazione a poter diventare un vantaggio.

Ti costringe a guardare meglio.

Reportage: raccontare la persona insieme al luogo

Nel reportage il 23mm trova un’altra delle sue applicazioni naturali.

Una focale equivalente a 35mm permette di fotografare una persona senza perdere completamente il contesto. Puoi entrare in una stanza, avvicinarti a chi stai fotografando e costruire un’immagine nella quale il soggetto e l’ambiente abbiano un rapporto preciso.

È particolarmente efficace quando la fotografia deve raccontare una situazione e non soltanto produrre un ritratto esteticamente gradevole.

Il 23mm non ti chiede di scegliere continuamente tra persona e ambiente.

Ti permette di fotografarli insieme.

Viaggio: una sola lente può bastare?

Per un viaggio leggero, il 23mm f/2 può essere una scelta estremamente sensata.

Non è abbastanza largo per tutte le situazioni e non è abbastanza lungo per tutti i soggetti. Ma proprio per questo può diventare una scelta fotografica precisa invece che un semplice compromesso.

Con il 23mm puoi fotografare strade, persone, architettura, piccoli gruppi, dettagli ambientati e paesaggi non troppo ampi. Se incontri una scena interessante, non devi necessariamente chiederti quale obiettivo montare.

Hai già quello che ti serve.

Il resto dipende da dove ti posizioni.

Architettura e paesaggio: quando 23mm possono bastare

Per paesaggi molto ampi o per interni stretti, naturalmente, una focale più corta può essere più efficace.

Il 23mm non nasce per contenere tutto nell’inquadratura. Ma può essere molto interessante quando il paesaggio viene raccontato attraverso una composizione più selettiva.

Invece di fotografare semplicemente una montagna intera, puoi cercare un rapporto tra un elemento in primo piano e ciò che si trova sullo sfondo. Invece di includere tutta una piazza, puoi concentrarti su una persona, un’architettura e una porzione dell’ambiente.

È un modo diverso di intendere il paesaggio.

Meno spettacolare, forse.

Ma spesso più personale.

Autofocus: veloce e discreto

Il sistema autofocus è uno degli elementi che rendono il 23mm f/2 particolarmente adatto alla fotografia quotidiana.

La messa a fuoco è rapida e silenziosa e permette di lavorare con naturalezza sia nella street sia durante il reportage.

Non è un obiettivo progettato per sostituire un’ottica professionale dedicata allo sport o all’azione più impegnativa. Ma per le situazioni per cui è stato concepito, l’autofocus è perfettamente coerente con il progetto.

Ancora una volta, l’idea è quella di non farsi notare.

Non devi pensare a quanto velocemente stia mettendo a fuoco.

Devi pensare alla scena.

Il 23mm f/2 contro il 23mm f/1.4

Il confronto con il Fujifilm XF 23mm f/1.4 è inevitabile, ma anche in questo caso sarebbe sbagliato cercare semplicemente un vincitore.

Il 23mm f/1.4 offre una maggiore apertura, una capacità superiore di lavorare con poca luce e un controllo più marcato sulla profondità di campo. È una lente più orientata alla prestazione e alla possibilità creativa.

Il f/2 risponde con un corpo molto più compatto, un peso contenuto e una maggiore facilità di trasporto.

La differenza non è soltanto tecnica.

Con il f/1.4 puoi costruire immagini nelle quali la profondità di campo diventa una parte molto evidente del linguaggio fotografico. Con il f/2 è più naturale mantenere una relazione tra soggetto e ambiente.

Il primo può diventare uno strumento creativo più specifico.

Il secondo è più facile da trasformare in una lente per tutti i giorni.

23mm f/2 o 35mm f/1.4?

Il confronto con il Fujifilm XF 35mm f/1.4 è ancora più interessante perché qui cambia davvero il linguaggio fotografico.

Il 35mm f/1.4 offre un angolo di campo equivalente a circa 53mm e permette quindi di lavorare con una prospettiva più stretta e una maggiore separazione del soggetto.

Il 23mm f/2, con i suoi 35mm equivalenti, mantiene invece più ambiente e invita a lavorare più vicino.

Non è semplicemente una questione di quale focale sia più bella.

È una questione di cosa vuoi raccontare.

Se vuoi che il soggetto occupi gran parte dell’immagine e che l’ambiente diventi secondario, il 35mm può essere più adatto.

Se vuoi che soggetto e ambiente abbiano un rapporto stretto, il 23mm può diventare molto più interessante.

Quando il 23mm f/2 potrebbe non bastare

La sua versatilità non significa che sia adatto a tutto.

Se fai prevalentemente ritratto stretto, probabilmente una focale più lunga sarà più efficace. Se cerchi uno sfocato molto pronunciato, un 23mm f/1.4 offre possibilità diverse. Se fotografi prevalentemente paesaggi molto ampi o architettura in spazi ristretti, una focale più corta può essere più utile.

Il 23mm f/2 ha senso soprattutto quando vuoi che la fotografia mantenga una certa quantità di realtà intorno al soggetto.

Non è una lente specializzata.

È una lente generalista con una personalità molto precisa.

La tropicalizzazione conta più di quanto sembri

La sigla WR non è un dettaglio puramente tecnico.

Su un obiettivo destinato alla fotografia quotidiana significa poterlo utilizzare con maggiore tranquillità in condizioni ambientali meno favorevoli, quando viene abbinato a un corpo macchina compatibile.

La fotografia non avviene sempre con il cielo perfettamente limpido. Una passeggiata può trasformarsi in una giornata piovosa, un viaggio può portarti in ambienti umidi e una sessione di street può continuare anche quando il tempo cambia.

La tropicalizzazione non rende l’obiettivo indistruttibile, ma riduce una delle preoccupazioni che possono farti mettere via la fotocamera troppo presto.

La vera forza è la discrezione

Ci sono situazioni in cui una fotocamera grande e un obiettivo voluminoso modificano il comportamento delle persone davanti a te.

Con il 23mm f/2 il sistema rimane relativamente piccolo e discreto.

Questo è importante soprattutto nella street e nel reportage, dove vuoi osservare senza diventare immediatamente il centro della scena.

Ma la discrezione ha anche un’altra conseguenza: ti senti meno impegnato a fotografare.

Una macchina piccola con una lente piccola può accompagnarti anche quando non avevi programmato di fare fotografie.

Ed è proprio in questi momenti che può succedere qualcosa.

Il 23mm f/2 non è una lente “wow”

Forse questa è la descrizione più corretta.

Non è un obiettivo che monti per rimanere impressionato dalla quantità di sfocato. Non è una lente che mostra immediatamente una differenza enorme rispetto a tutte le altre. Non è costruita per trasformare ogni fotografia in qualcosa di spettacolare.

È una lente coerente.

Ti aiuta a raccontare senza interferire troppo.

Non ti porta lontano dalla scena e non ti obbliga a starle addosso. Ti mantiene in una distanza dalla quale puoi ancora percepire il rapporto tra le persone, gli oggetti e lo spazio.

Ed è proprio questo che rende interessante una focale equivalente a 35mm.

La lente che puoi lasciare montata

Alla fine, il valore del 23mm f/2 si capisce soprattutto nell’uso quotidiano.

Puoi uscire per una passeggiata e non sapere cosa fotograferai. Puoi partire per un viaggio con una sola lente. Puoi fotografare una persona, poi una strada, poi un dettaglio, poi un interno.

Non devi fermarti continuamente a decidere se l’attrezzatura che hai con te sia quella giusta.

Hai una focale abbastanza ampia per raccontare e abbastanza stretta per concentrarti.

Hai f/2 quando la luce diminuisce.

Hai un corpo compatto.

Hai una lente che pesa poco.

E soprattutto hai qualcosa che può rimanere montato.

Conclusione

Il Fujifilm XF 23mm f/2 R WR non è un obiettivo progettato per stupire.

È progettato per essere utilizzato.

I suoi circa 35mm equivalenti lo collocano in una delle zone più versatili della fotografia. L’apertura f/2 offre una buona combinazione tra luminosità e compattezza, mentre il peso contenuto e la costruzione resistente alle intemperie lo rendono particolarmente adatto a essere portato sempre con sé.

Non è la lente da scegliere se vuoi il massimo sfocato possibile. Non è quella che sostituirà un medio tele per il ritratto e non è la soluzione ideale per chi cerca una focale estrema.

Ma se vuoi una lente unica, discreta e leggera con cui fotografare persone, luoghi e momenti senza trasformare ogni uscita in una questione di attrezzatura, il 23mm f/2 continua ad avere molto senso.

Perché alla fine non è una lente che cerca di portarti lontano.

Ti tiene dentro la scena.

E spesso è proprio lì che nasce una fotografia che resta.

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