Ci sono obiettivi che colpiscono per le specifiche. Altri, invece, rimangono interessanti molto più a lungo di quanto la loro scheda tecnica farebbe pensare.
Il Fujifilm XF 18mm f/2 appartiene decisamente alla seconda categoria.
È piccolo, leggero e ormai piuttosto anziano rispetto agli standard delle ottiche Fujifilm più recenti. Non è il più nitido ai bordi, non ha l’autofocus più moderno e non è tropicalizzato.
Eppure, montato su una piccola Fuji X, conserva qualcosa che molti obiettivi tecnicamente superiori non hanno: invoglia a fotografare.
Non cerca di impressionare con prestazioni estreme. Semplicemente scompare tra te e la scena.
Ed è forse questo il motivo per cui, ancora oggi, il 18mm f/2 continua ad avere una sua precisa ragione d’essere.
Che focale è davvero il 18mm su Fuji?
Il sensore APS-C delle Fujifilm X porta il 18mm a un angolo di campo equivalente a circa 27mm su full frame.
È una focale interessante perché si trova in una zona intermedia: abbastanza ampia da permettere di includere l’ambiente, ma non così grandangolare da rendere evidente la prospettiva.
Non è il classico obiettivo con cui cercare prospettive spettacolari. È piuttosto una focale con cui raccontare quello che hai davanti.
Per questo funziona particolarmente bene nella street photography, nel reportage leggero, nei viaggi e nella fotografia quotidiana. Puoi fotografare una persona mantenendo parte dell’ambiente, seguire una scena senza sentirti troppo distante e muoverti facilmente negli spazi stretti.
Il 27mm equivalente ha anche un’altra caratteristica interessante: ti invita a stare dentro la scena.
Non puoi semplicemente isolare tutto con una lunga focale. Devi avvicinarti, scegliere il punto di ripresa e decidere quanto ambiente lasciare nell’immagine.
È una focale che racconta.
Piccolo è davvero piccolo
Una delle ragioni per cui il 18mm f/2 continua a essere interessante è molto semplice: è piccolo.
Montato su una X-E, una X-T compatta o una delle Fujifilm più leggere, mantiene un sistema fotografico estremamente portatile. L’obiettivo non domina il corpo macchina e contribuisce a rendere la fotocamera meno appariscente.
Nella street questa caratteristica non è soltanto una questione di comodità.
Una fotocamera piccola attira meno attenzione, è più facile da tenere al collo per ore e soprattutto è più probabile che venga portata con sé.
Il 18mm f/2 nasce proprio intorno a questa filosofia. La costruzione è semplice e il design conserva molto dell’identità delle prime ottiche Fujifilm X. La ghiera dei diaframmi, il barilotto compatto e quella sensazione un po’ vintage contribuiscono ancora oggi al suo carattere.
Non è tropicalizzato e non cerca di sembrare un obiettivo professionale moderno.
È semplicemente un piccolo 18mm.
E forse è proprio questo il suo punto di forza.
La qualità d’immagine non è perfetta. Ed è giusto dirlo.
Qui bisogna essere onesti.
Il Fujifilm XF 18mm f/2 non è un obiettivo da scegliere se la priorità assoluta è ottenere prestazioni ottiche impeccabili in ogni punto del fotogramma.
A tutta apertura il centro dell’immagine è generalmente buono, mentre i bordi possono apparire più morbidi. Chi osserva le fotografie al 100% o lavora soprattutto su paesaggi ricchi di dettagli agli angoli troverà ottiche Fujifilm più moderne e corrette.
Chiudendo il diaframma, però, la situazione migliora sensibilmente e l’obiettivo diventa più uniforme.
Ma fermarsi alla nitidezza sarebbe perdere la parte più interessante.
Il 18mm f/2 ha una resa che non sembra costruita intorno alla ricerca ossessiva del dettaglio. Le immagini possono apparire meno aggressive, meno cliniche, con una transizione naturale tra soggetto e ambiente.
È difficile trasformare questa sensazione in un numero.
La nitidezza è misurabile. Il carattere molto meno.
A f/2 cambia anche il modo di fotografare
L’apertura massima di f/2 non serve soltanto a ottenere un po’ più di sfocato.
Su una focale equivalente a 27mm permette soprattutto di lavorare con più libertà quando la luce diminuisce. Una strada al tramonto, un interno, un locale o una scena serale sono situazioni nelle quali avere un’apertura luminosa può permettere di mantenere tempi più rapidi o ISO più contenuti.
Non bisogna però aspettarsi lo stesso tipo di separazione del soggetto che si ottiene con un 35mm f/1.4 o con un 56mm.
Il 18mm è nato per includere l’ambiente.
Il suo modo di usare l’f/2 è quindi diverso: non tanto cancellare lo sfondo, quanto mantenere leggibile la scena mentre si lavora con poca luce.
Autofocus: qui si sente l’età del progetto
È probabilmente uno degli aspetti in cui il tempo trascorso dalla sua introduzione si nota maggiormente.
L’autofocus del 18mm f/2 non ha la rapidità, la silenziosità e la fluidità delle ottiche Fujifilm più recenti.
Per una fotografia tranquilla, una passeggiata, la street o il reportage continua a essere utilizzabile senza particolari problemi. Ma non è l’obiettivo che sceglieresti pensando all’autofocus più sofisticato possibile.
Il discorso cambia ancora di più se lo confrontiamo con il moderno XF 18mm f/1.4.
Il nuovo 18mm è nettamente più avanzato sotto diversi aspetti: autofocus, resa ottica, apertura, costruzione e comportamento generale.
Ma è anche molto più grande e pesante.
Ed è qui che il vecchio 18mm torna a dire la sua.
XF 18mm f/2 contro XF 18mm f/1.4: non è soltanto una questione di prestazioni
Il confronto con il Fujifilm XF 18mm f/1.4 è inevitabile.
Il nuovo 18mm è tecnicamente superiore. Offre una qualità ottica più elevata, una maggiore apertura massima, una costruzione più moderna e una migliore protezione dagli agenti atmosferici.
Il vecchio f/2, però, è decisamente più piccolo e leggero.
E questa differenza modifica il modo in cui utilizzi la fotocamera.
L’18mm f/1.4 è un obiettivo con cui puoi cercare il massimo dalla focale. L’18mm f/2 è invece un obiettivo che puoi lasciare montato sulla macchina per gran parte della giornata senza quasi accorgerti di averlo.
Non è quindi corretto chiedersi semplicemente quale dei due sia migliore.
La domanda più interessante è: quale dei due ti farà fotografare di più?
Se vuoi la massima qualità ottica e una lente moderna, la risposta è abbastanza semplice.
Se invece vuoi una Fuji compatta, discreta e sempre pronta, il vecchio 18mm continua ad avere un argomento molto valido.
Street photography: qui il carattere emerge davvero
La street è probabilmente uno degli ambiti in cui il 18mm f/2 ha più senso.
La focale equivalente di 27mm permette di includere una buona quantità di ambiente senza trasformare la scena in un esercizio di prospettiva estrema.
Puoi fotografare una persona mentre attraversa una strada, includere l’architettura intorno, raccontare una situazione in un mercato o seguire una scena mantenendo abbastanza contesto.
Ma soprattutto puoi farlo con un’attrezzatura che non comunica immediatamente l’idea di una grande macchina fotografica professionale.
Per questo il 18mm può diventare quasi invisibile.
E nella street è un vantaggio enorme.
Viaggio: forse è qui che ha ancora più senso
Un obiettivo piccolo cambia il modo in cui viaggi.
Quando sai di dover portare una fotocamera per un’intera giornata, ogni grammo conta. Ma conta anche quanto spazio occupa l’attrezzatura e quanto spesso sei disposto a tirarla fuori dalla borsa.
Il 18mm f/2 permette di costruire un kit estremamente semplice.
Una sola fotocamera, una sola focale e la possibilità di fotografare paesaggi, persone, architettura, interni e situazioni quotidiane.
Non sarà la soluzione migliore per ogni soggetto.
Ma proprio perché non cerca di fare tutto, può aiutarti a concentrarti su quello che hai davanti.
Il limite diventa parte dell’esperienza
C’è un aspetto del 18mm f/2 che oggi rischiamo di dimenticare.
Un obiettivo meno estremo può costringerti a fare più scelte.
La focale è abbastanza ampia, ma non troppo. Se vuoi cambiare l’inquadratura, spesso devi muoverti. Se vuoi isolare un soggetto, devi avvicinarti. Se vuoi includere più ambiente, devi cercare il punto di ripresa giusto.
Non hai uno zoom che risolve immediatamente ogni problema.
E questo può essere un limite oppure un esercizio fotografico.
Dipende da come lo guardi.
Ha ancora senso oggi?
Sì, ma non per tutti.
Ha senso per chi cerca una Fuji X realmente compatta, per chi ama la street photography, per chi viaggia leggero e per chi considera la portabilità una caratteristica fotografica e non soltanto un dato tecnico.
Ha senso anche per chi apprezza le ottiche con una certa personalità e non pretende che ogni fotografia venga giudicata ingrandendola al 100%.
Ha meno senso, invece, per chi cerca la massima nitidezza possibile, un autofocus moderno e prestazioni ottiche impeccabili già a tutta apertura.
In quel caso esistono alternative più recenti e tecnicamente superiori.
Ed è giusto così.
Il 18mm f/2 non deve vincere una gara di specifiche per essere interessante.
Il vero motivo per cui il 18mm f/2 continua a piacere
Forse il motivo più interessante per scegliere questo obiettivo non è nemmeno la sua resa.
È il modo in cui modifica il rapporto tra fotografo e macchina fotografica.
Una Fuji con il 18mm f/2 è leggera. È discreta. È facile da portare.
Puoi uscire senza avere la sensazione di dover fare una vera e propria “uscita fotografica”.
Ed è proprio in quei momenti che spesso arrivano le fotografie migliori.
La macchina è lì.
Tu sei lì.
Non devi decidere quale obiettivo portare, non devi cambiare lente e non devi pensare continuamente all’attrezzatura.
Devi soltanto guardare.
E quando un obiettivo riesce a fare questo, forse ha già raggiunto il suo scopo.
Conclusione
Il Fujifilm XF 18mm f/2 non è il miglior 18mm che Fujifilm abbia mai prodotto.
Non è il più nitido, non è il più veloce nell’autofocus e non è quello con la costruzione più moderna.
Ma ridurre tutto a queste considerazioni significherebbe non capire perché sia ancora interessante.
Il suo valore sta nell’insieme: 27mm equivalenti, dimensioni ridotte, peso contenuto, apertura f/2 e una resa che non cerca necessariamente la perfezione chirurgica.
È un obiettivo che può diventare parte della macchina fotografica invece di essere il protagonista.
E forse è proprio questo il suo fascino.
In un sistema che negli anni ha prodotto ottiche sempre più grandi, luminose e tecnicamente sofisticate, il vecchio 18mm f/2 continua a ricordarci una cosa semplice:
un obiettivo non deve necessariamente fare tutto meglio. A volte deve soltanto farti venire voglia di uscire e fotografare.
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