Le X-Pro le ho avute tutte e due, a distanza di quasi dieci anni. La X-Pro1 nel 2015, per un viaggio a Firenze. La X-Pro2 molto più tardi, usata, per curiosità, e me la sono portata a Erice. Non è una scheda tecnica: è il racconto di due macchine che oggi non ho più, ma a cui penso ancora.
In breve
| X-Pro1 | X-Pro2 | |
|---|---|---|
| Uscita | 2012 | 2016 |
| Sensore | APS-C X-Trans, 16 MP | APS-C X-Trans III, 24 MP |
| Mirino | ibrido, ottico ed elettronico | ibrido, ottico ed elettronico, più luminoso |
| Dimensioni (L × A × P) | 139,5 × 81,8 × 42,5 mm | 140,5 × 82,8 × 45,9 mm |
| Peso (con batteria e scheda) | circa 450 g | circa 495 g |
| Tropicalizzazione | no | sì |
| Per chi | chi vuole un’esperienza, non la velocità | chi vuole lo stile telemetro anche ogni giorno |
Firenze, 2015: la X-Pro1 arrivata all’ultimo
Con Valentina avevamo organizzato un viaggio a Firenze. Lei ci era già stata, io no. Mi raccontava tantissime cose belle di questa città e io le rispondevo sempre: “Per me la città più bella è Roma, e Roma rimane Roma.” Lei insisteva: “Non ti fissare su Roma, ci sono tante altre belle città, e Firenze è bellissima.”
Così mi organizzai: comprai una X-Pro1 e un 18mm f/2. Volevo una lente un po’ più grandangolare del solito 23mm, perché avevamo in programma musei, Palazzo Pitti, il Giardino di Boboli, gli Uffizi: posti a volte stretti, dove serve un po’ più di spazio nell’inquadratura.
La macchina arrivò praticamente all’ultimo, la sera prima della partenza. Quando la presi in mano rimasi un attimo confuso: era grande, una specie di blocco di metallo, ma leggerissima. Pensai: “Ma sembra vuota dentro.” Montai il 18mm e feci qualche scatto in giro per casa, giusto per prenderci la mano. Il test fu tutto lì.

Il mirino ibrido
A Firenze mi resi conto che quel mirino ibrido era qualcosa di straordinario. Lo cambiavo a seconda della luce: quando c’era poco sole usavo il mirino ottico, con quella cornicetta luminosa che ti segna l’inquadratura e ti dice di restare dentro quei bordi. Quando entrava troppa luce e l’ottico non si leggeva bene, passavo a quello elettronico. Una cosa veramente bella, che mi è piaciuta tantissimo e a cui penso ancora oggi.

Lenta, rumorosa, un po’ antica
Usare la X-Pro1 era un’esperienza diversa dal solito. Era lenta, la messa a fuoco non aveva nessuna fretta, quando scattava faceva un rumore strano. Sembrava quasi una macchina di un’altra epoca. Anche il display ti ingannava: sullo schermo tutte le foto sembravano venute male, o comunque peggio di come erano.
Poi, al computer, la sorpresa: i file erano di una qualità bellissima. C’era uno dei primi sensori Fuji, e si vedeva. È un ricordo bellissimo.

La X-Pro2, anni dopo
La X-Pro2 è arrivata tardi, se non ricordo male intorno al 2022. Avevo dei bei ricordi della X-Pro1 ed ero curiosissimo di provare la sua evoluzione. La comprai usata.
Quando arrivò ebbi la stessa sensazione della prima volta, ma ancora più positiva: era la stessa idea, perfezionata. Display molto più bello, mirino molto più luminoso. Ero entusiasta.

Erice, con il 18mm f/1.4
Me la portai in un viaggio a Erice, con il Fujinon 18mm f/1.4: una lente straordinaria, con una profondità e una tridimensionalità pazzesche. Presi subito confidenza con la macchina. Il corpo era leggero, bello, si impugnava bene.

La sera Erice si chiuse nella nebbia. Lì la macchina si comportò davvero bene: riuscivo ad alzare gli ISO senza paura, e la lente luminosa mi aiutava tantissimo.


Cosa mi è piaciuto e cosa no
Il lato positivo, per me, è sempre stato lo stesso: il mirino ibrido, comodissimo, e la compattezza. Il lato negativo si sa: la messa a fuoco non era granché, e poi tutti i difetti che si conoscono di Fuji. Ma Fuji è così: o la ami o la odi.
Dove sono adesso
Non le ho più, nessuna delle due. Le ho vendute per finanziare altra attrezzatura: ormai mi conoscete, mi piace cambiare, non voglio restare fermo sempre sulle stesse macchine. Una sola la tengo sempre con me, ed è la X-T1, forse perché è stata la mia prima mirrorless Fuji.
Il mio consiglio
Le X-Pro le consiglio a tutti, almeno da provare. Sperimentate. Sono macchine che ti portano indietro nel tempo e ti danno quella sensazione di fotografia vera: la sensazione di riuscire anche quando pensi di non farcela.
Se la cercate oggi, l’usato è l’unica strada. La X-Pro1 è lenta e va presa per quello che è, un’esperienza. La X-Pro2 è molto più usabile ogni giorno. In entrambi i casi, controllate bene le condizioni prima di comprare.
Se cercate lo stesso spirito in una macchina più piccola, con l’obiettivo fisso, ho raccontato anche i miei dieci anni con la serie X100.
I 5 errori che rovinano le tue foto
Cinque mie foto per cinque errori. Per ognuno la storia dello scatto e un esercizio da fare alla prossima uscita.
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