
Introduzione
Premere il pulsante di scatto è probabilmente la parte più semplice del processo fotografico. La fotocamera registra ciò che hai deciso di mettere davanti all’obiettivo, ma tutte le decisioni più importanti arrivano prima.
Prima devi scegliere cosa fotografare, da quale posizione, con quale inquadratura e in quale momento. Devi controllare la luce, eliminare gli elementi che distraggono e capire se la scena che hai davanti contiene davvero qualcosa che vuoi raccontare.
Questo vale sia con una fotocamera professionale sia con uno smartphone.
La differenza non la fa soltanto il modo in cui scatti, ma tutto quello che decidi prima di farlo.
Prima dello scatto devi decidere cosa vuoi mostrare
Quando guardi una scena, non puoi fotografare tutto quello che hai davanti nello stesso momento.
Devi selezionare.
Puoi concentrarti su una persona, sull’ambiente che la circonda, su un particolare oppure sulla relazione tra più elementi.
La stessa situazione può quindi produrre fotografie completamente diverse.
Prima di scattare prova a chiederti:
- qual è l’elemento più importante della scena?
- cosa voglio che venga notato per primo?
- cosa posso lasciare fuori?
- lo sfondo aggiunge informazioni oppure distrae?
- devo avvicinarmi o allontanarmi?
Non servono risposte elaborate. Bastano pochi secondi di attenzione.
Una buona fotografia spesso nasce quando elimini dall’inquadratura tutto ciò che non serve.
Fotografare significa anche scegliere cosa non mostrare
Uno degli errori più frequenti, soprattutto quando si inizia, è cercare di includere tutto.
Un paesaggio contiene molti elementi, una strada è piena di persone e oggetti, un interno presenta decine di dettagli.
Se li includi tutti, però, lo spettatore potrebbe non sapere dove guardare.
Prova invece a semplificare.
Avvicinati al soggetto, cambia posizione oppure utilizza una focale diversa.
Controlla soprattutto i bordi dell’immagine: spesso è lì che compaiono gli elementi che disturbano maggiormente la composizione.
Un cartello tagliato, una persona che entra parzialmente nell’inquadratura o un oggetto sullo sfondo possono cambiare completamente la lettura della fotografia.
La posizione cambia la fotografia
Prima di scattare, fai qualche passo.
Non è necessario spostarsi molto.
A volte basta cambiare altezza o muoversi lateralmente di mezzo metro per ottenere uno sfondo più pulito o modificare il rapporto tra i soggetti.
Puoi provare a:
- fotografare all’altezza degli occhi;
- abbassarti;
- alzare il punto di ripresa;
- avvicinarti;
- allontanarti;
- spostarti lateralmente.
Ogni posizione produce una relazione diversa tra primo piano, soggetto e sfondo.
Non cercare automaticamente la posizione più comoda. Cerca quella che rende più chiaro ciò che vuoi fotografare.
La luce deve essere osservata prima di essere fotografata
La fotocamera registra la luce, ma non può decidere quale tipo di luce sia più adatto alla scena.
Prima dello scatto osserva da dove arriva.
Controlla se il soggetto è illuminato frontalmente, lateralmente o in controluce. Guarda cosa succede nelle ombre e nelle zone più luminose.
Una stessa persona fotografata vicino a una finestra può produrre risultati completamente diversi a seconda della posizione rispetto alla fonte luminosa.
Se la luce non funziona, prima di modificare decine di impostazioni prova a cambiare posizione.
A volte il modo più semplice per migliorare una fotografia è semplicemente spostarsi.
Il momento dello scatto conta
Una scena può essere interessante, ma il momento scelto può renderla più o meno efficace.
Nella street photography può bastare aspettare che una persona entri nello spazio giusto.
Durante un evento puoi aspettare un gesto o un’interazione.
In un paesaggio puoi aspettare che la luce cambi.
In un ritratto puoi attendere un’espressione più naturale.
Non sempre devi fotografare appena riconosci qualcosa di interessante.
Se hai già una buona composizione, può essere più utile aspettare qualche secondo.
Il momento giusto non è sempre quello in cui la scena appare per la prima volta. A volte è quello che arriva subito dopo.
Scattare più volte non significa osservare meglio
La fotografia digitale permette di realizzare molte immagini praticamente senza costi aggiuntivi.
Questa possibilità è utile, soprattutto quando il soggetto si muove rapidamente.
Ma in una situazione statica può diventare un’abitudine.
Scattare dieci fotografie quasi identiche non significa aver fotografato meglio la scena.
Può essere più utile realizzare tre immagini con tre decisioni diverse: una cambiando posizione, una modificando l’inquadratura e una aspettando un momento differente.
In questo modo ogni fotografia diventa un tentativo reale e non soltanto una copia della precedente.
La tecnica serve, ma deve risolvere un problema
Conoscere ISO, tempo di scatto, diaframma, messa a fuoco e compensazione dell’esposizione è importante.
Ma la tecnica dovrebbe essere utilizzata in funzione della situazione.
Se il soggetto si muove, puoi avere bisogno di un tempo più rapido.
Se la luce è scarsa, potresti dover aumentare gli ISO o aprire il diaframma.
Se vuoi controllare la profondità di campo, il diaframma diventa una scelta importante.
Il punto non è modificare continuamente le impostazioni.
È capire quale parametro può aiutarti a ottenere il risultato che stai cercando.
Essere presenti significa accorgersi di ciò che cambia
Essere presenti durante una sessione fotografica non significa necessariamente fotografare lentamente.
Significa prestare attenzione a quello che succede mentre sei lì.
Una scena può cambiare in pochi secondi:
- la luce può spostarsi;
- una persona può entrare nell’inquadratura;
- un gesto può modificare la situazione;
- lo sfondo può diventare più pulito;
- un elemento può interrompere una composizione.
Se guardi continuamente il display, rischi di accorgerti del cambiamento quando è già passato.
Per questo, soprattutto quando hai già impostato la fotocamera, può essere utile alternare il controllo dell’inquadratura con l’osservazione diretta della scena.
Imparare a non scattare è parte della pratica
Non tutte le situazioni interessanti devono diventare fotografie.
Può sembrare una contraddizione, ma imparare a rinunciare a uno scatto è utile quanto imparare a realizzarlo.
Se una scena non funziona, non devi necessariamente forzarla.
Puoi aspettare.
Puoi cambiare posizione.
Puoi tornare in un altro momento.
Oppure puoi semplicemente continuare a camminare.
Questo ti permette di evitare che la fotografia diventi un modo automatico per registrare qualsiasi cosa incontri.
Riguardare le fotografie completa il processo
Il momento dello scatto non è la fine del lavoro.
La revisione delle immagini è altrettanto importante.
Quando riguardi le fotografie, prova a capire quali decisioni hanno funzionato e quali no.
Non limitarti a chiederti quale immagine sia più bella.
Chiediti:
- perché questa fotografia funziona meglio?
- il punto di vista è più efficace?
- la luce è migliore?
- il momento è più interessante?
- lo sfondo è più pulito?
- c’è meno confusione nell’inquadratura?
Questo tipo di analisi ti permette di trasferire ciò che hai imparato nelle fotografie successive.
Le fotografie che non funzionano possono essere molto utili
Una fotografia sbagliata non è necessariamente tempo perso.
Se riesci a capire perché non funziona, ti ha fornito un’informazione.
Potresti scoprire di aver fotografato troppo presto, di aver scelto una posizione poco efficace oppure di non aver controllato lo sfondo.
Potresti anche accorgerti che la scena che ti sembrava interessante dal vivo non aveva abbastanza elementi per diventare una buona fotografia.
Conservare questa informazione è parte della crescita.
L’obiettivo non è evitare ogni errore, ma fare in modo che gli errori successivi siano diversi da quelli precedenti.
Un esercizio semplice: prima guarda, poi fotografa
La prossima volta che esci con la fotocamera, scegli una sola zona e prova a non scattare immediatamente.
Per alcuni minuti osserva:
- la direzione della luce;
- i punti di passaggio;
- le possibili composizioni;
- gli elementi che disturbano;
- i momenti che potrebbero verificarsi.
Poi scegli una posizione e aspetta.
Quando arriva una situazione interessante, realizza lo scatto.
Dopo qualche minuto cambia posizione e ripeti.
Alla fine confronta le fotografie e verifica quanto sia cambiato il risultato semplicemente modificando il modo in cui hai osservato la scena.
La fotografia nasce prima del pulsante
Il pulsante di scatto è soltanto l’ultimo passaggio.
Prima ci sono la scelta del soggetto, la posizione, la luce, la composizione e il momento.
Dopo ci sono la selezione, la revisione e la capacità di capire cosa hai fatto.
È questo insieme di decisioni che trasforma una fotografia da semplice registrazione a immagine consapevole.
Conclusione
Fotografare non significa soltanto sapere come utilizzare una fotocamera.
Significa imparare a osservare, scegliere e aspettare quando serve.
La tecnica ti permette di controllare il risultato. L’attrezzatura amplia le possibilità. Ma sei tu a decidere cosa vale la pena fotografare, da quale punto di vista e in quale momento.
Prima di premere il pulsante, hai già fatto gran parte del lavoro fotografico.
E più impari a riconoscere quelle decisioni, meno avrai bisogno di affidarti alla quantità di scatti per ottenere una fotografia che funziona.
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