
Introduzione
Scattare molte fotografie può sembrare il modo più naturale per migliorare. Più immagini realizzi, più situazioni incontri e più esperienza accumuli. In realtà il numero di fotografie, da solo, dice molto poco sulla tua crescita fotografica.
Puoi realizzare migliaia di scatti e continuare a ripetere gli stessi errori. Puoi invece realizzare poche fotografie, analizzarle con attenzione e imparare qualcosa da ognuna di esse.
La differenza non sta quindi soltanto nella quantità. Sta soprattutto in come fotografi, quali decisioni prendi e cosa fai dopo aver scattato.
Il mito del “più scatti, più migliori”
L’idea che basti fotografare continuamente per diventare più bravi contiene una parte di verità, ma è incompleta.
La pratica è indispensabile per migliorare, ma non tutta la pratica produce lo stesso risultato. Se ripeti continuamente lo stesso procedimento senza analizzare ciò che succede, rischi semplicemente di rendere più automatiche le tue abitudini.
Immagina di fotografare sempre utilizzando la stessa distanza dal soggetto, la stessa altezza della fotocamera e una composizione molto simile. Dopo centinaia di fotografie avrai acquisito molta familiarità con quel modo di fotografare, ma non necessariamente avrai sviluppato nuove capacità.
La ripetizione diventa utile quando contiene una decisione da verificare.
Quando scattare diventa un gesto automatico
Uno dei segnali più evidenti è accorgerti che il processo si ripete sempre nello stesso modo.
Vedi qualcosa che ti interessa, prendi la fotocamera, inquadri, scatti e prosegui. Il tutto può avvenire in pochi secondi.
Il problema non è la velocità in sé. In alcune situazioni, come la fotografia di strada o la fotografia di eventi, essere veloci è fondamentale.
Il problema nasce quando non c’è più una vera decisione fotografica.
Prima di scattare prova quindi a formulare mentalmente una domanda molto semplice:
Che cosa sto cercando di fotografare in questa scena?
Se non riesci a rispondere, forse non hai ancora osservato abbastanza.
Scattare non significa necessariamente fare pratica
Fare pratica significa mettere alla prova una capacità specifica.
Se vuoi migliorare la composizione, devi prestare attenzione alla composizione. Se vuoi imparare a gestire la luce, devi osservare come cambia la luce e come modifica il soggetto. Se vuoi migliorare la fotografia di persone, devi imparare a riconoscere momenti, gesti e posizioni interessanti.
Se invece esci semplicemente a fotografare senza sapere cosa stai cercando di osservare, è molto più difficile capire cosa hai imparato alla fine dell’esperienza.
Non devi trasformare ogni uscita in una lezione. Ma avere una domanda precisa può rendere anche una normale passeggiata fotografica molto più utile.
Una domanda alla volta
Uno degli errori più comuni è cercare di migliorare contemporaneamente tutto.
Composizione, esposizione, messa a fuoco, luce, momento, gestione della fotocamera e post-produzione sono aspetti diversi.
Se durante una sola uscita cerchi di controllarli tutti, rischi di non riuscire a capire cosa abbia realmente influenzato il risultato.
È più efficace concentrarti su un aspetto alla volta.
Per esempio, durante una sessione puoi decidere di lavorare soltanto sulla posizione della fotocamera. In un’altra puoi osservare esclusivamente la luce. In un’altra ancora puoi concentrarti sul momento in cui scattare.
In questo modo ogni uscita diventa un’occasione per verificare qualcosa di preciso.
Scatta meno durante l’esercizio, non necessariamente sempre
Non è necessario trasformare la fotografia in una gara a chi realizza meno immagini.
Se stai fotografando un evento, una situazione dinamica o un momento irripetibile, è perfettamente normale realizzare molti scatti.
La riduzione della quantità è utile soprattutto quando stai cercando di allenare lo sguardo.
Puoi, per esempio, scegliere un soggetto e provare a realizzare soltanto cinque fotografie. Prima di ogni scatto devi modificare qualcosa: distanza, altezza, composizione, punto di ripresa o momento.
In questo modo non stai semplicemente riducendo il numero di fotografie. Stai aumentando il numero di decisioni consapevoli.
Non fotografare sempre la prima soluzione
Quando trovi una scena interessante, la prima composizione che realizzi non è necessariamente quella migliore.
Prima di premere il pulsante, prova a fare qualche passo. Avvicinati, allontanati, spostati lateralmente o abbassati.
Controlla cosa succede allo sfondo e al rapporto tra gli elementi dell’inquadratura.
Poi realizza una seconda fotografia con una scelta diversa.
Il confronto tra due immagini molto simili può insegnarti più di dieci fotografie realizzate senza modificare nulla.
Riguarda le fotografie dopo aver fotografato
Una delle parti più importanti della pratica fotografica avviene dopo lo scatto.
Se guardi immediatamente una fotografia sul display, potresti giudicarla soprattutto in base alla sensazione del momento. Una fotografia può sembrarti interessante perché ricorda ciò che hai appena vissuto, anche se visivamente non funziona particolarmente bene.
Riguardare le immagini a distanza di qualche ora o il giorno successivo permette di valutarle con maggiore distacco.
Non limitarti a chiederti quale sia la più bella. Cerca di capire perché una fotografia funziona meglio delle altre.
Confronta fotografie simili
Il confronto è uno degli strumenti più utili per capire i propri errori.
Se hai realizzato dieci fotografie della stessa scena, non eliminarle immediatamente tutte tranne una. Prima confrontale.
Osserva come cambia l’immagine quando modifichi:
- la distanza dal soggetto;
- l’altezza della fotocamera;
- la posizione del soggetto nell’inquadratura;
- la quantità di spazio lasciata intorno al soggetto;
- il momento dello scatto;
- la direzione della luce.
Questo tipo di confronto permette di collegare una decisione concreta a un risultato visivo.
Impara anche dalle fotografie che non funzionano
Una fotografia che non ti piace può essere più utile di una fotografia riuscita.
Se una fotografia è bella ma non sai perché, hai imparato poco. Se invece una fotografia non funziona e riesci a individuare il motivo, hai trovato qualcosa su cui lavorare.
Potrebbe essere il punto di ripresa, una luce poco adatta, uno sfondo confuso, un soggetto troppo piccolo oppure un momento scelto male.
Prova quindi a non eliminare immediatamente le fotografie sbagliate. Prima chiediti cosa puoi imparare da quell’errore.
Fai attenzione a ciò che continui a sbagliare
Se lo stesso errore compare continuamente, diventa un’informazione importante.
Puoi creare mentalmente una piccola lista dei problemi che ricorrono nelle tue fotografie: orizzonti inclinati, sfondi confusi, soggetti troppo piccoli, fotografie mosse, alte luci bruciate o composizioni troppo centrali.
Non cercare di correggerli tutti contemporaneamente.
Scegline uno e concentrati su quello nelle uscite successive.
Il miglioramento diventa molto più concreto quando sai esattamente quale problema stai cercando di risolvere.
La pratica deve contenere un po’ di difficoltà
Se fotografi sempre nelle condizioni in cui ti senti più sicuro, continuerai a ottenere risultati prevedibili.
Questo non significa che devi complicarti inutilmente la vita. Significa introdurre occasionalmente una situazione che ti obblighi a prendere decisioni diverse.
Puoi fotografare in condizioni di luce che normalmente eviti, utilizzare una focale diversa, lavorare con un soggetto in movimento oppure provare a costruire una composizione più complessa.
All’inizio probabilmente otterrai fotografie peggiori.
È normale.
Se non c’è nessuna difficoltà, spesso non c’è nemmeno una nuova capacità da sviluppare.
Non cambiare attrezzatura per risolvere un problema fotografico
Quando senti di essere fermo, la soluzione più facile da immaginare è acquistare qualcosa di nuovo.
Una fotocamera migliore, un obiettivo diverso o uno smartphone più recente possono certamente offrire nuove possibilità, ma raramente risolvono un problema legato al processo fotografico.
Se non sai perché una fotografia non funziona con l’attrezzatura che possiedi, è improbabile che un dispositivo diverso ti dia automaticamente la risposta.
Prima di investire in nuova attrezzatura, prova a capire se il limite è realmente tecnico oppure se riguarda il modo in cui osservi, componi e selezioni.
Un metodo semplice per trasformare lo scatto in pratica
Puoi organizzare una sessione fotografica utilizzando una sequenza molto semplice.
- Scegli un obiettivo: decidi cosa vuoi osservare durante l’uscita.
- Fotografa con intenzione: prima di ogni scatto individua il soggetto e controlla l’inquadratura.
- Confronta: quando hai più possibilità, modifica una variabile e osserva la differenza.
- Seleziona: elimina le immagini ripetitive e conserva quelle che rappresentano meglio ciò che volevi ottenere.
- Analizza: riguardando le fotografie, individua almeno un errore e almeno una decisione che ha funzionato.
Non serve applicare questo metodo a ogni uscita. Puoi utilizzarlo quando senti di fotografare molto senza riuscire a capire se stai realmente migliorando.
La selezione è parte dell’apprendimento
Se realizzi cento fotografie e le conservi tutte, diventa difficile capire quali siano realmente riuscite.
La selezione ti obbliga invece a prendere posizione.
Devi decidere quale fotografia funziona meglio, quale è ripetitiva, quale contiene un errore e quale invece mostra un miglioramento.
Con il tempo, questo processo sviluppa anche la capacità di riconoscere più rapidamente ciò che funziona mentre stai ancora fotografando.
Non devi fotografare meno: devi sapere perché stai fotografando
La quantità non è il vero problema.
Puoi realizzare molte fotografie durante un evento, una sessione di street photography o un viaggio e imparare moltissimo. La differenza è che dietro quegli scatti ci sono decisioni, confronti e selezioni.
Al contrario, puoi realizzare soltanto dieci fotografie e non imparare nulla se sono state scattate tutte automaticamente.
Il numero di immagini quindi non misura la tua crescita fotografica.
La misura più utile è ciò che riesci a capire dopo averle realizzate.
Conclusione
Scattare molto può aiutarti a migliorare, ma soltanto quando la quantità di fotografie è accompagnata da osservazione, scelta e analisi.
Se senti di fotografare continuamente senza fare progressi, non aumentare semplicemente il numero di scatti. Prova a introdurre una domanda precisa, concentrati su un aspetto alla volta, confronta fotografie simili e dedica tempo alla selezione.
Le fotografie che non funzionano possono essere utili quanto quelle riuscite, perché mostrano dove intervenire.
Migliorare non significa accumulare più immagini. Significa riuscire a capire qualcosa in più ogni volta che ne realizzi una.
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