Perché scatti sempre le stesse foto (anche quando pensi di cambiare)

Serie di fotografie simili accanto a una fotocamera, simbolo degli errori ripetuti nell’analisi fotografica

Introduzione

Può succedere di fotografare molto senza avere la sensazione di stare realmente cambiando. Provi un luogo diverso, esci a un’ora differente, utilizzi un’altra fotocamera o inizi a fotografare un soggetto che prima non consideravi. Poi riguardi le immagini e noti che, nonostante tutti questi cambiamenti, molte fotografie continuano ad assomigliarsi.

Non necessariamente perché siano brutte. Il problema è che utilizzano spesso gli stessi schemi: stessa distanza dal soggetto, stesso tipo di composizione, stesso rapporto tra pieni e vuoti, stessa posizione della fotocamera o stesso modo di utilizzare la luce.

Questo succede perché cambiare ciò che fotografi non significa automaticamente cambiare il modo in cui guardi.

Non è sempre mancanza di idee

Quando le fotografie iniziano a diventare ripetitive, è facile pensare di avere bisogno di nuove idee. Si cerca quindi un nuovo progetto, un nuovo genere fotografico o un luogo mai visto prima.

Queste soluzioni possono essere utili, ma spesso affrontano soltanto la parte esterna del problema.

Se davanti a una scena nuova reagisci sempre nello stesso modo, anche un soggetto completamente diverso può produrre una fotografia molto simile alle precedenti.

Per esempio, se sei abituato a isolare sempre un singolo soggetto su uno sfondo semplice, potresti continuare a farlo anche quando inizi a fotografare in un ambiente completamente diverso. Se invece cerchi sempre geometrie ordinate, potresti ignorare automaticamente le situazioni più caotiche.

Il primo passo non è cercare nuove idee, ma riconoscere le decisioni che prendi automaticamente.

Ogni fotografo sviluppa dei pattern

Con il tempo sviluppiamo preferenze molto precise. Alcune sono consapevoli, altre diventano talmente automatiche da essere difficili da notare.

Potresti accorgerti, per esempio, che:

  • fotografi quasi sempre soggetti isolati;
  • ti avvicini raramente alle persone;
  • utilizzi quasi sempre la stessa distanza dal soggetto;
  • preferisci fotografie molto ordinate;
  • eviti sistematicamente le scene affollate;
  • fotografi quasi esclusivamente quando la luce è morbida;
  • utilizzi sempre lo stesso punto di ripresa;
  • tendi a lasciare molto spazio intorno al soggetto;
  • oppure riempi quasi sempre completamente l’inquadratura.

Nessuna di queste abitudini è necessariamente un errore. Può diventare un limite quando non sei più tu a scegliere, ma è il tuo automatismo a scegliere per te.

Come capire quali sono le tue fotografie ricorrenti

Il modo più semplice per individuare questi schemi è osservare il tuo archivio invece di affidarti alla memoria.

Prendi, per esempio, le ultime 30 o 40 fotografie che hai realizzato. Non selezionare soltanto le migliori: includi anche quelle che normalmente scarteresti.

Guardale insieme e prova a rispondere a queste domande:

  • Da quale altezza fotografo generalmente?
  • Quanto mi avvicino al soggetto?
  • Quanto spazio lascio intorno a ciò che fotografo?
  • Quali soggetti compaiono più spesso?
  • Quali situazioni non fotografo quasi mai?
  • Utilizzo prevalentemente luce frontale, laterale o controluce?
  • Le mie fotografie sono generalmente ordinate oppure molto dense di elementi?
  • Uso sempre la stessa focale o lo stesso obiettivo?
  • Ci sono composizioni che sto ripetendo senza accorgermene?

Non devi ancora correggere nulla. Prima devi vedere il tuo schema.

Guarda anche le fotografie che hai scartato

Un altro metodo utile consiste nel confrontare le fotografie che hai conservato con quelle che hai eliminato.

Potresti scoprire che scarti sistematicamente determinati tipi di immagini perché non corrispondono al tuo modo abituale di fotografare.

Per esempio, potresti eliminare una fotografia perché contiene troppe persone, mentre un altro fotografo potrebbe considerare proprio quella presenza l’elemento principale dell’immagine.

Questo confronto permette di capire non soltanto cosa fotografi, ma anche quali possibilità tendi a escludere durante la selezione.

Cambiare soggetto non significa cambiare fotografia

Immagina di fotografare prima una strada e poi una spiaggia. Se in entrambi i casi utilizzi la stessa altezza, la stessa distanza, la stessa composizione centrale e la stessa ricerca di uno sfondo pulito, il risultato potrebbe avere una struttura molto simile.

Il soggetto è cambiato, ma il tuo processo decisionale no.

Per questo, quando vuoi uscire da uno schema, prova a cambiare una decisione precisa invece di cercare semplicemente qualcosa di nuovo da fotografare.

Se normalmente fotografi da lontano, avvicinati. Se utilizzi sempre il formato orizzontale, prova quello verticale. Se cerchi sempre ordine, prova a lavorare con una scena più complessa.

Cambia una sola variabile alla volta

Non è necessario stravolgere completamente il tuo modo di fotografare.

Se cambi contemporaneamente luogo, attrezzatura, genere, luce, focale e composizione, sarà difficile capire quale modifica abbia realmente prodotto un risultato diverso.

È più utile introdurre una variazione alla volta.

Per esempio, durante una normale uscita fotografica puoi decidere di concentrarti soltanto sul punto di ripresa. Mantieni il resto il più possibile naturale e cerca deliberatamente posizioni che normalmente non utilizzeresti.

In un’altra occasione puoi concentrarti sulla distanza dal soggetto. Un’altra volta ancora puoi lavorare sulla quantità di spazio vuoto.

Questo rende più facile capire come ogni decisione modifica la fotografia.

Prova a fotografare ciò che normalmente eviti

Un esercizio particolarmente utile consiste nell’individuare una situazione che normalmente non fotografi e dedicarle un’intera uscita.

Se eviti le persone, fotografale. Se cerchi sempre soggetti ordinati, prova una scena affollata. Se fotografi soltanto con luce morbida, esci nelle ore centrali della giornata. Se utilizzi sempre focali lunghe, prova una focale più ampia.

Non devi necessariamente ottenere fotografie migliori.

L’obiettivo è capire cosa succede quando interrompi una delle tue abitudini.

La distanza cambia completamente il rapporto con il soggetto

La distanza è una delle variabili più sottovalutate nella fotografia.

Avvicinandoti puoi eliminare elementi dello sfondo e dare maggiore importanza al soggetto. Allontanandoti puoi invece mostrare il rapporto tra il soggetto e l’ambiente.

Prova a realizzare la stessa fotografia da tre distanze diverse: una molto vicina, una intermedia e una più lontana.

Confrontando le immagini noterai che non è cambiato soltanto l’ingrandimento del soggetto. È cambiato il rapporto tra tutti gli elementi presenti nell’inquadratura.

Anche l’altezza della fotocamera modifica il risultato

Molte fotografie vengono realizzate automaticamente all’altezza degli occhi. È una posizione naturale perché corrisponde al modo in cui normalmente osserviamo il mondo.

Ma proprio per questo può diventare uno schema ripetitivo.

Prova ad abbassare la fotocamera, sollevarla oppure portarla molto vicino al terreno. Controlla come cambia lo sfondo e come si modificano le proporzioni del soggetto.

Non devi utilizzare sempre il punto di ripresa più insolito. L’esercizio serve a ricordarti che la posizione della fotocamera è una scelta, non una conseguenza automatica del modo in cui stai in piedi.

Non confondere lo stile con l’abitudine

Questo è uno dei passaggi più importanti.

Avere caratteristiche ricorrenti nelle proprie fotografie non è necessariamente un problema. Può essere proprio ciò che contribuisce alla costruzione di uno stile personale.

La differenza sta nella consapevolezza.

Se scegli deliberatamente una determinata composizione perché è coerente con il modo in cui vuoi fotografare, quella è una scelta stilistica. Se utilizzi sempre quella composizione perché non ti viene in mente altro, è un’abitudine.

Lo stile non significa ripetere inconsapevolmente gli stessi schemi. Significa riconoscerli e decidere quando utilizzarli.

La ripetizione può essere utile

Non devi cercare di eliminare completamente la ripetizione.

Fotografare più volte soggetti simili può aiutarti a capire meglio cosa ti interessa. Anche i fotografi con uno stile molto riconoscibile lavorano spesso su elementi ricorrenti.

Il problema nasce quando la ripetizione diventa involontaria e non riesci più a uscire dallo schema.

Se invece sai che stai utilizzando deliberatamente una determinata struttura compositiva, puoi anche decidere di mantenerla per costruire una serie coerente.

Il cambiamento più utile è spesso molto piccolo

Per uscire da un’abitudine non serve necessariamente trovare un modo completamente nuovo di fotografare.

A volte è sufficiente modificare una sola decisione: spostarti di mezzo metro, aspettare qualche secondo, cambiare altezza, includere un elemento che normalmente escluderesti oppure lasciare più spazio intorno al soggetto.

Queste variazioni possono sembrare insignificanti mentre stai fotografando, ma confrontando le immagini puoi capire quanto incidano sulla composizione.

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Quando ti accorgi dei tuoi automatismi, hai già iniziato a cambiarli

Il punto non è obbligarti a produrre fotografie completamente diverse ogni volta che esci.

Il punto è sapere perché stai scegliendo quella particolare inquadratura.

Se dopo aver osservato il tuo archivio ti accorgi che fotografi sempre nello stesso modo, la prossima volta che esci avrai già un’informazione importante. Potrai decidere consapevolmente se seguire quella tendenza oppure provare qualcosa di diverso.

Questa consapevolezza rende il cambiamento molto più efficace rispetto alla ricerca casuale di nuovi soggetti.

Conclusione

Scattare fotografie simili tra loro non significa necessariamente essere bloccati o aver perso la capacità di trovare nuove idee. Spesso significa semplicemente che hai sviluppato un modo abituale di osservare.

Il primo passo è riconoscerlo. Guarda il tuo archivio, confronta le fotografie, individua le distanze, le composizioni e le situazioni che ricorrono più spesso. Poi prova a modificare una sola scelta alla volta.

Non devi eliminare il tuo modo di fotografare. Devi diventare abbastanza consapevole da poterlo utilizzare quando ti serve e modificarlo quando vuoi esplorare qualcosa di diverso.

La ripetizione diventa un limite soltanto quando non ti accorgi più di stare ripetendo. Quando invece riconosci i tuoi automatismi, anche una piccola variazione può aprire una possibilità nuova.

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