
Introduzione
Fotografare la natura non significa semplicemente trovarsi davanti a un bel panorama e premere il pulsante. Un paesaggio può essere spettacolare dal vivo e risultare completamente piatto in fotografia, soprattutto quando si cerca di includere tutto senza fare una scelta precisa.
La fotografia naturalistica richiede invece di leggere l’ambiente prima dello scatto: capire da dove arriva la luce, individuare il soggetto principale, valutare la profondità della scena e aspettare che le condizioni siano favorevoli. Non sempre significa aspettare ore. A volte bastano pochi minuti di osservazione per capire quale punto di ripresa funziona meglio.
La natura offre continuamente elementi interessanti, ma non tutti devono necessariamente entrare nella stessa fotografia. Il lavoro del fotografo consiste soprattutto nel selezionare.
La natura non è uno sfondo: è il soggetto
Uno degli errori più frequenti nella fotografia naturalistica è utilizzare l’ambiente come semplice sfondo per qualcosa che si trova davanti alla fotocamera.
Un prato, una montagna, una costa o un bosco possono diventare soggetti fotografici completi, ma per farlo bisogna capire cosa rende interessante quella scena.
Prima di scattare osserva:
- la direzione della luce;
- le forme presenti nel paesaggio;
- le linee che guidano lo sguardo;
- la profondità tra primo piano e sfondo;
- eventuali elementi che disturbano la composizione;
- il cambiamento della scena nel tempo.
Una fotografia di natura non deve necessariamente mostrare un luogo nella sua interezza. Può concentrarsi su una parte del paesaggio, su una particolare relazione tra gli elementi oppure su un dettaglio che normalmente passerebbe inosservato.
Osserva prima di scattare
Quando arriviamo davanti a un paesaggio interessante, la reazione più comune è fotografare immediatamente.
È comprensibile, ma spesso porta a immagini molto simili tra loro.
Prima di scattare prova invece a rimanere qualche minuto senza utilizzare la fotocamera. Guarda come cambia la luce, osserva le nuvole, il vento, il movimento della vegetazione e le eventuali persone o animali che entrano nella scena.
Chiediti:
- qual è il vero soggetto?
- da quale punto di vista appare più interessante?
- cosa posso eliminare dall’inquadratura?
- la luce sta migliorando o peggiorando la scena?
- vale la pena aspettare?
Questo passaggio è particolarmente importante perché la fotografia naturalistica offre spesso situazioni che cambiano lentamente. La differenza tra due fotografie può dipendere semplicemente da una nuvola che si sposta o da pochi minuti di luce diversa.
👇 Leggi anche: Imparare a vedere: allenare lo sguardo fotografico prima dello scatto
La luce naturale non si controlla: si legge
In natura non puoi spostare le sorgenti luminose come accade in uno studio. Devi lavorare con quello che hai.
La luce dura può evidenziare texture, rocce e forme. La luce diffusa delle giornate nuvolose può invece essere utile per soggetti con molti dettagli e colori delicati.
La luce laterale aiuta a creare profondità e volume, mentre il controluce può essere utilizzato per creare silhouette o mettere in evidenza la trasparenza di foglie e vegetazione.
Non esiste quindi una condizione di luce universalmente migliore.
La domanda corretta è: questa luce aiuta a raccontare ciò che sto guardando?
Se la risposta è no, puoi cambiare posizione, aspettare oppure decidere di fotografare un altro elemento della scena.
Il momento della giornata cambia il paesaggio
Lo stesso luogo può sembrare completamente diverso a seconda dell’orario.
Al mattino la luce è generalmente più bassa e può produrre ombre lunghe. Durante le ore centrali il contrasto aumenta e i colori possono apparire più diretti. Nel pomeriggio la luce torna progressivamente più laterale e, verso il tramonto, cambia nuovamente intensità e direzione.
Non significa che devi fotografare sempre all’alba o al tramonto. Significa conoscere il comportamento della luce e scegliere l’orario in funzione del soggetto.
Un bosco, per esempio, può funzionare molto bene con luce filtrata tra gli alberi. Un paesaggio roccioso può invece beneficiare di una luce laterale che evidenzi la struttura delle superfici.
Costruisci la profondità
Uno dei problemi più comuni nei paesaggi è che una scena molto profonda appare piatta nella fotografia.
Per evitarlo, cerca di costruire l’immagine attraverso diversi piani:
- un elemento in primo piano;
- una zona intermedia;
- il soggetto principale sullo sfondo.
Un albero, una roccia, un sentiero o una porzione di vegetazione possono diventare elementi utili per creare profondità.
Non devono però essere inseriti artificialmente. Devono già appartenere alla scena.
Il primo piano non serve a riempire la fotografia. Serve a creare una relazione visiva tra chi osserva e ciò che si trova più lontano.
Non cercare sempre di fotografare tutto
Un paesaggio complesso può contenere decine di elementi interessanti. Inserirli tutti nell’inquadratura rende però difficile capire quale sia il soggetto principale.
Prova quindi a restringere progressivamente la scena.
Prima osserva il panorama completo. Poi cerca una zona interessante. Infine verifica se esiste un dettaglio che racconta meglio ciò che hai visto.
Puoi utilizzare focali diverse per ottenere risultati differenti. Un grandangolo permette di mostrare il rapporto tra più elementi e dare una sensazione di spazio. Una focale più lunga consente invece di isolare una parte del paesaggio e comprimere visivamente le distanze.
La scelta dell’obiettivo dovrebbe quindi dipendere da quanto vuoi includere nell’immagine, non dal fatto che stai semplicemente fotografando un paesaggio.
Il tempo è parte della fotografia naturalistica
Il tempo può essere considerato sotto due aspetti diversi.
Il primo è il tempo che precede lo scatto. Aspettare significa lasciare che una condizione cambi e verificare se quella variazione migliora la fotografia.
Il secondo è il tempo di esposizione. Acqua, vento, nuvole e vegetazione possono essere registrati in modo diverso a seconda del tempo di scatto.
Un tempo rapido può congelare il movimento delle onde o delle foglie. Un tempo più lento può invece mostrare il movimento dell’acqua o trasformare una parte della vegetazione in una texture più morbida.
In entrambi i casi la scelta deve essere intenzionale.
Impara a fotografare anche quando la luce non è perfetta
Non tutte le uscite fotografiche devono coincidere con condizioni spettacolari.
Una giornata coperta, una foschia o una luce poco contrastata possono sembrare meno interessanti rispetto a un tramonto, ma possono essere perfette per determinati soggetti.
La luce diffusa, per esempio, riduce le ombre dure e può funzionare molto bene con fiori, foglie e piccoli dettagli.
La nebbia può invece semplificare il paesaggio e separare visivamente i diversi piani.
Il punto non è aspettare sempre la luce ideale. È imparare a capire che cosa puoi fotografare con la luce che hai.
Ogni ambiente richiede un approccio diverso
La fotografia naturalistica comprende situazioni molto differenti e non puoi applicare lo stesso metodo a tutto.
Nel mare il movimento dell’acqua e i riflessi diventano elementi fondamentali. In montagna assumono maggiore importanza scala, profondità e relazione tra uomo e paesaggio. Nei fiori bisogna lavorare soprattutto su dettaglio, luce e sfondo. Con gli animali diventano invece fondamentali distanza, comportamento e rispetto.
Lo strumento può cambiare, ma il principio rimane lo stesso: osservare il soggetto prima di decidere come fotografarlo.
La presenza umana può raccontare la scala
Inserire una persona all’interno di un paesaggio può aiutare a far percepire le dimensioni dello spazio.
Una figura piccola davanti a una montagna, lungo un sentiero o sulla riva del mare può mostrare immediatamente la proporzione tra l’uomo e l’ambiente.
Ma la persona non deve essere inserita soltanto per rendere la fotografia più interessante.
Se non aggiunge nulla al racconto, può diventare un elemento di disturbo.
Osserva quindi se la presenza umana ha una funzione precisa nella composizione.
Fotografare la natura significa anche rispettarla
La fotografia naturalistica non dovrebbe modificare l’ambiente per ottenere un’immagine migliore.
Questo significa non disturbare gli animali, non entrare in aree protette, non danneggiare la vegetazione e non spostare elementi naturali soltanto per rendere più pulita la composizione.
Con gli animali la distanza è particolarmente importante. Se un soggetto cambia comportamento perché ti sei avvicinato troppo, è già un segnale che devi allontanarti.
Lo stesso vale per la vegetazione: un fiore, una pianta o un piccolo ambiente non devono essere modificati per ottenere una fotografia più ordinata.
La fotografia dovrebbe lasciare il luogo esattamente come lo hai trovato.
Tornare nello stesso luogo può migliorare le fotografie
Non è necessario cercare continuamente nuovi luoghi.
Tornare nello stesso ambiente permette di conoscerne la luce, i cambiamenti stagionali, i punti di maggiore interesse e le condizioni che possono produrre fotografie diverse.
La prima visita serve spesso a orientarsi. Le successive permettono di riconoscere dettagli che inizialmente non avevi notato.
Questo vale soprattutto nella fotografia di paesaggio: conoscere un luogo permette di prevedere dove cadrà la luce, come cambierà durante la giornata e quali elementi potranno diventare interessanti.
Un esercizio semplice per allenare lo sguardo
La prossima volta che esci a fotografare la natura, prova a limitarti a tre fotografie.
La prima deve mostrare il luogo nel suo insieme.
La seconda deve concentrarsi su una relazione tra due o più elementi.
La terza deve essere un dettaglio che normalmente avresti ignorato.
Non cercare di realizzare tre fotografie spettacolari. Cerca tre fotografie diverse tra loro.
Questo esercizio ti obbliga a osservare l’ambiente a più livelli e soprattutto a ridurre la tendenza a fotografare sempre lo stesso tipo di inquadratura.
Conclusione
Fotografare la natura significa imparare a leggere un ambiente che cambia continuamente.
La luce cambia, le condizioni atmosferiche cambiano, gli animali si spostano e anche un paesaggio apparentemente immobile può assumere un aspetto completamente diverso nell’arco di poche ore.
Per questo la fotografia naturalistica richiede soprattutto osservazione, scelta e pazienza.
Non devi necessariamente scattare di più. Devi capire meglio quando vale la pena farlo.
La natura offre già tutto ciò che serve per costruire una fotografia. Il tuo compito è scegliere cosa mostrare, cosa lasciare fuori e quando premere il pulsante.
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