Street photography: il cane mi ha visto, lui no

La street photography è un tema che scotta. Non è facile spiegare con parole proprie cosa sia, perché ha tante sfaccettature e tante prospettive. Per me è questo: avere la fotocamera in mano e, per un momento, vivere la vita di un’altra persona. Cercare di capire come si muoverà.

Non cerco niente di preciso. Basta saper aspettare: qualcosa succede. Il resto è istinto.

La legge di Murphy

In tutti questi anni ho capito una cosa: nella street la legge di Murphy vale tantissimo. Il momento arriva sempre quando hai la fotocamera spenta, il tappo sull’obiettivo o la testa altrove. Per questo bisogna essere sempre pronti. Fotocamera accesa, impostazioni già fatte, e occhi aperti.

Palermo, una viuzza vicino al Capo

Ero a Palermo, nella zona del mercato del Capo. Il mercato è affollatissimo, ma io ero in una viuzza parallela, più tranquilla. Lì respiri Palermo.

Su un muretto c’era un signore seduto, assorto nei suoi pensieri. Accanto a lui la bicicletta, e il suo cane che faceva la guardia a tutti e due, a lui e alla bici.

Uomo anziano seduto su un muretto a Palermo con la bicicletta e il suo cane, bianco e nero
Palermo, zona del mercato del Capo. Pubblicata su Il Fotografo, sezione lettori

Lui non credo mi abbia visto. Il cane sì, sicuramente. Mi ha guardato dritto, ma non ha abbaiato.

È questo che mi piace di questa foto: due sguardi. Il cane guarda me, lui guarda altrove. In bianco e nero è diventata espressiva al massimo. L’ho mandata alla rivista Il Fotografo ed è stata pubblicata tra le foto dei lettori. Non è l’unica: anche il distributore di benzina è finito lì.

Vicino, ma invisibile

A Palermo avevo la Fujifilm X100T. È piccola e silenziosa, e la gente quasi non la nota. Con lei in mano posso stare vicino senza farmi vedere.

Il signore con il cappello, la giacca e il fiore all’occhiello mi è passato a un passo. Non si è accorto di niente.

Signore elegante con cappello e giornale in un vicolo di Palermo
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Palermo. Fujifilm X100T.

A volte le persone ci sono, ma restano nascoste. Come quest’uomo che riposa dietro una tenda a quadretti: c’è, ma quasi non lo vedi. È il mio modo preferito di raccontare qualcuno.

Tenda a quadretti davanti a una bottega, un uomo riposa all'interno
Palermo. Fujifilm X100T.

Nelle botteghe di Palermo il lavoro e la devozione stanno nella stessa stanza. Il macellaio taglia, e davanti a lui c’è un santo a fare la guardia.

Macellaio al lavoro in una bottega di Palermo, una statua di santo in primo piano
Palermo. Fujifilm X100T.

E poi ci sono le conversazioni sulla soglia, quelle che sembrano non finire mai.

Palermo. Fujifilm X100T.

Molte foto non le scatto

Molte foto non le scatto proprio. Non ho mai avuto il coraggio di entrare del tutto nello spazio delle persone: preferisco non farmi vedere. Evito di scattare quando un volto è rivolto verso di me. Ne ho qualcuna, ma pochissime. A volte ho chiesto il permesso, ma anche allora raramente ho pubblicato.

Perché la domanda per me non è tanto se posso scattare, ma se posso mostrare. E la risposta è una regola semplice: se non me la sentirei di far vedere una foto alla persona che c’è dentro, quella foto non la pubblico.

Questa serie su Palermo è un’eccezione. Palermo è uno stile di vita, come Napoli: la sua vita è in strada, nelle persone. Senza di loro non avrei raccontato niente.

Quello che resta

La street, per me, è stare in mezzo alla gente senza disturbarla. Guardare, aspettare, capire come si muoveranno. E ogni tanto qualcuno se ne accorge. Quella volta è stato un cane.

Se ti piace aspettare il momento, leggi anche Aspetto, e poi succede qualcosa e Fotografia e solitudine: quel vuoto che mi riempie.

Daniele Tranchita, ShotAndGo.

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